PARMALAT: PM, UN COLOSSO D’ARGILLA PER FREGARE I RISPARMIATORI

(AGI) - Milano, 30 set. - Chi aveva pochi soldi in tasca era “contento quando si portava a casa il suo bond, senza chiedere alla sua banca chi era il mediatore, fidandosi di qual colosso globalizzato che era Parmalat”. Che, pero’, la sua fama se l’era costruita attraverso “15 anni di informazioni false al mercato e di dati economici e patrimoniali non veritieri”, come attesterebbero anche le “chiamate di correita’, riscontrate e credibili” di Fasuto Tonna. Regista delle “magie finanziarie”, sarebbe stato “Callisto Tanzi, il perno di tutto e colui il quale copriva tutti”. Ma dietro il patron - e’ la convinzione espressa dal pm - un ruolo cruciale sarebbe spettato alle banche e alla ‘distrazione’ di alcuni organi di controllo. “Qui abbiamo - incalza il magistrato - banche d’affari che organizzano e programmano insieme all’emittente l’emissione e il collocamento delle obbligazioni per fregare i risparmiatori”. E se la Consob a un certo punto fa emrgere il crac, Bankitalia “non sanziona mai le banche coinvolte”. Quella che emerge dalla ricostruzione di Nocerino e’ una storia che ricorda da vicino i problemi in cui si dibattono adesso gli Usa. Le conseguenze di “una finanza creativa o strutturata, chiamatela come volete, drogata e corrotta che non ha piu’ agganci con l’economia reale”. Domani continuera’ la requisitoria il pm Eugenio Fusco, poi tocchera’ a Francesco Greco. (AGI)

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