PENSIONI: BRUNETTA, DISINCENTIVARE USCITE PRECOCI DA LAVORO

(AGI) - Stresa (Verbania), 13 dic - “Le uscite precoci dal mondo del lavoro devono essere disincentivate”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, nel suo intervento al Forum di Stresa intitolato “Terza economia - Sempre piu’ valore dalla terza eta’”. “Ma - ha aggiunto Brunetta - si devono anche trovare sistemi oggettivi per la valutazione dei vantaggi che si possono ottenere dal considerare l’invecchiamento attivo un bene pubblico, e questo non e’ ancora stato fatto da nessuno”.

Secondo il ministro, la crisi attuale puo’ essere utilizzata per compiere una riflessione collettiva “sull’ipocrisia di molti comportamenti”. Ad esempio, ha spiegato Brunetta, dire che si deve avere “sempre piu’ valore dalla terza eta’ e’ una frase condivisa in linea teorica, ma di fatto disattesa da tutti i comportamenti pubblici”. A parte l’eliminazione del divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro, infatti, “l’impegno, su questo tema, della politica, negli ultimi vent’anni e’ stato nullo”. La logica comune, secondo il ministro, rimane infatti ancora “quella di uscire dal lavoro prima possibile, una volta che si sono raggiunti i 40 anni di contributi”.

Se invece, in contrasto con il crescente “atteggiamento individualistico” della cultura, anche politica, italiana, l’invecchiamento attivo viene considerato un bene pubblico, “allora - ha concluso Brunetta - si deve poterne calcolare la convenienza: in termini sanitari, in termini di produttivita’, in termini di trasmissione di conoscenze, in termini di positivita’ dei rapporti generazionali. Se tutti questi fattori hanno il segno piu’ allora si puo’ dire che l’invecchiamento attivo e’ davvero un investimento, un bene pubblico, la cui produzione va incentivata fiscalmente”. (AGI)

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