VENEZUELA: CAMPAGNA PER REFERENDUM PRO-CHAVEZ SBARCA IN ITALIA

(AGI) - Roma, 30 gen. - Ma a pochi giorni dal compimento del decimo anniversario dell’inizio della ‘rivoluzione bolivariana’, il sostegno popolare al governo, dicono i sondaggi, arriverebbe a toccare punte del 78%. Un dato contestato dall’opposizione che accusa il presidente venezuelano di mirare semplicemente al consolidamento del proprio potere. “Chavez ha il dono dell’inganno”, ha dichiarato dal Venezuela il sindaco di Caracas e uomo di punta dell’opposizione, Antonio Ledezma,”ha approfittato delle virtu’ della democrazia per imporre i suoi capricci e il suo progetto personalista”. Nulla di piu’ lontano dal vero, secondo il Psuv, il partito socialista venezuelano oggi al governo, anima della campagna per il “Si’”. “Quella dell’opposizione”, ha spiegato Zerpa, ” e’ solo una campagna di disinformazione portata avanti sia all’estero sia in patria. Controllano i media, parlano di un Paese in crisi, una cosa che non esiste”. La crisi economica internazionale non avra’ infatti alcun effetto sul Venezuela, ha spiegato Zerpa. Nonostante il prezzo del greggio sia calato, le riserve monetarie accumulate tanto in patria, come all’estero grazie ai profitti degli ultimi anni “permetterebbero al Paese di mantenere lo stesso volume di spesa pubblica almeno fino al 2011, anche senza vendere un barile dipetrolio”. Una spesa, ha sottolineato Zerpa, che in questi anni e’ servita a ripagare “quel debito sociale contratto con il proprio popolo dai politici della IV Repubblica che oggi stanno all’opposizione”. Sanita’ e istruzione pubblica accessibili a tutti, grandi opere, abbattimento di disoccupazione e inflazione, riduzione della poverta’ di piu’ di dieci punti percentuali, sono secondo il deputato gli “evidenti successi che hanno assicurato alla ‘rivoluzione bolivariana’ un appoggio di massa e garantiranno una vittoria schiacciante al referendum”, ha detto Zerpa. Esiste un’opposizione seria, fatta di gente che va a votare contro questa riforma, “che rispettiamo e con cui possiamo dialogare, ma non possiamo tollerare alcuni personaggi che incitano alla violenza, seminano odio e menzogne”. (AGI)

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