CRISI: DOMANI SUMMIT UE, NUOVI AIUTI MA ‘NO’ A PROTEZIONISMO

(AGI) - Roma, 28 feb. - Piani di rilancio per i settori industriali in crisi, soprattutto quello dell’auto; salvataggio della Nuova Europa, travolta dalla crisi globale; ripristino di un normale flusso di credito.

Sono questi i principali obiettivi dell’Europa che si riunisce domani a Bruxelles per parlare ancora una volta della crisi finanziaria e di come superarla, ma questa volta con una certezza: non lasciare che le difficolta’ attraversate dai paesi lascino spazio al protezionismo.

Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, e il presidente di turno ceco, Mirek Topolek, hanno appuntamento a fine mattinata nel Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles con i 27 leader europei (per l’Italia ci sara’ il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) per trovare delle vie ‘coordinate’ di agire, evitando appunto egoismi nazionali e protagonismi. All’ordine del giorno gli asset tossici delle banche, i cinque miliardi che la Commissione vuole destinare alle infrastrutture energetiche, i piani di rilancio del settore auto che porteranno l’attenzione sui provvedimenti appena approvati da Italia, Spagna, Francia, Svezia, Germania e Gran Bretagna. Sotto accusa soprattutto la Francia che destinato alle agonizzanti case automobilistiche Peugeot e Citroen un prestito di 6,5 miliardi di euro alla condizione che tengano aperti i loro stabiimenti in Francia. In Italia all’inizio del mese il governo ha approvato un decreto che prevede interventi complessivi per circa 2 miliardi di euro di cui si potra’ usufruire fino a dicembre e che interessera circa 15 milioni di veicoli. Proprio oggi la Commissione Ue ha gettato un po’ di acqua sul fuoco affermando che il piano francese non e’ protezionista. Il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, si e’ detta soddisfatta delle rassicurazioni del governo di Parigi sul piano di aiuti all’industria dell’auto, che si era attirato accuse di protezionismo anche dagli ambienti di Bruxelles. Il sottosegretario all’Industria transalpino, Luc Chatel - fa sapere la Commissione Ue - ha inviato alla Kroes una lettera che assicura che “le autorita’ francesi si sono impegnate a non adottare misure di aiuto al settore dell’auto che contravvengano ai principi del mercato comunitario” e che “i prestiti agli autocostruttori non conterranno alcuna condizione legata alla localizzazione delle loro attivita’ o alla preferenza per fornitori francesi”.

Tuttavia le tensioni restano e ieri Barroso insieme al presidente ceso di turno hanno dovuto nuovamente invitar gli stati, con una lunga lettera, ad “agire insieme in maniera cooperativa e coordinata per rafforzare il mercato unico Ue e rendere piu’ forte l’economia europea”.

A preoccupare e’ soprattutto il solco che si sta allargando tra la Vecchia e la Nuova Europa, meno strutturata delle altri grandi economie del Continente ma colpita ugualmente forte dalla crisi, quindi incline a cedere ai facili nazionalismi. Un pre-summit dell’Est, come voluto dalla Polonia, si riunira’ prima dell’inizio ufficiale dei lavori per cercare una risposta comune alla crisi dei paesi excomunisti. Ieri il primo ministro ungherese, Ferenc Gyurcsany ha fatto sapere che l’Ue dovrebbe lanciare un nuovo piano di 180 miliardi di euro per la stabilizzazione delle istituzioni finanziarie e le aziende dell’Europa orientale. E proprio ieri altri 25 miliardi sono stati messi a disposizione dell’Est dalle istituzioni internazinali Bei, Bers e Banca mondiale. (AGI)

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