(SCHEDA) FIAT-CHRYSLER, NASCE UNA NUOVA ALLEANZA

(AGI) - Roma, 30 apr. - Uno dei capitoli piu’ importanti della gestione Marchionne fu il divorzio, nel 2005, tra Fiat e General Motors. Quattro anni dopo, lo stesso top manager guida il Lingotto verso un nuovo matrimonio con una casa automobilistica Usa, Chrysler, la minore delle tre sorelle di Detroit, che ha bisogno del know-how dell’azienda di Torino per produrre vetture di piccola cilindrata che rispondano alle nuove esigenze dei clienti americani che, con il caro carburante prima e con la crisi finanziaria poi, hanno smesso di fare la fila ai concessionari per aggiudicarsi un Suv. Lo scorso gennaio era arrivata la firma di un accordo preliminare non vincolante tra Fiat, Chrysler e il fondo di private equity Cerberus, che detiene l’80,1% della compagnia statunitense. L’intesa prevede che Fiat riceva una quota del 35% della societa’ Usa in cambio di tecnologie per produrre nei suoi stabilimenti veicoli a basso consumo, motori, trasmissioni e componenti. I due gruppi, inoltre, avranno la possibilita’ di sfruttare le rispettive reti di distribuzione negli Usa e in Europa. La casa americana avra’ quindi accesso alle piattaforme di prodotto Fiat e sara’ supportata nella distribuzione in importanti mercati dove la casa torinese e’ gia’ presente. Non e’ previsto nessun esborso a carico della societa’ italiana, che avra’ a sua volta accesso alle piattaforme di prodotto, alle fabbriche e alla rete di ditribuzione della Chrysler in Nord America. Sul mercato statunitense dovrebbero essere lanciati il marchio Alfa Romeo e la 500. Il 30 marzo la task force dell’auto della Casa Bianca boccia il piano di ristrutturazione presentato da Chrysler, dandole 30 giorni di tempo per portare a termine l’alleanza con Fiat, considerata da Washington l’unica chance di sopravvivenza per l’azienda Usa e impegnandosi, se l’intesa sara’ conclusa, a Chrysler potra’ avere accesso a un nuovo finanziamento da 6 miliardi di dollari. Marchionne incassa la benedizione di Obama in persona, che loda “l’impressionante inversione di marcia” impressa a Fiat sotto la sua guida. Nei giorni successivi il top manager si reca piu’ volte negli Usa per discutere l’operazione con i vertici di Chrysler e i rappresentanti del governo Usa. I due principali nodi da sciogliere riguardano l’accordo con i sindacati su un deciso taglio dei costi e il debito della compagnia, che ammonta a 6,9 miliardi di dollari. Dopo difficili negoziati con il governo, il gruppo di creditori di Chrysler, composto da 45 tra banche e hedge fund, ha accettato di azzerare il credito in cambio di due miliardi di dollari. Ad agevolare l’intesa ha poi contribuito l’assenso di Daimler alla cessione del 19,9% ancora detenuto in Chrysler. Quasi allo scadere del termine del 30 aprile fissato da Washington, e’ arrivata anche l’intesa con l’Uaw, il sindacato che rappresenta i lavoratori delle quattro ruote Usa. In cambio di concessioni come la sospensione dell’adeguamento al costo della vita e dei bonus di performance, l’Uaw diventera’ l’azionista di maggioranza della nuova Chrysler con il 55% delle azioni. Ultimo capitolo l’annuncio da parte del governo Usa che c’e’ l’intesa tra Fiat e Crhrysler e che la compagnia automobilistica Usa chiedera’ la bancarotta pilotata e cioe’ fara ricorso alle procedure previste dal Capitolo 11, la legge che consente la protezione dei creditori. L’amministrazione controllata si e’ resa necessaria dopo che un gruppo di fondi non ha accettato la proposta di ristrutturazione del credito avanzata dal Tesoro Usa. Il governo aveva anche aumentato da 2 a 2,25 miliardi di euro la cifra da destinare ai creditori in cambio dell’azzeramento dei debiti. (AGI)

Rus/Gaa