EUROPEE: SONDAGGI, CRISI E ASTENSIONE PESERANNO SUL VOTO
(AGI) - Roma, 30 mag. - La crisi pesa sul voto europeo e in Paesi come Gran Bretagna, Irlanda e Grecia i governi si preparano a subire sonore sconfitte. Altrove, come in Germania, Francia e Spagna, gli esecutivi devono fare i conti con un ridimensionamento dei consensi quando addirittura non con un crollo. Stando all’Eurobarometro, a preoccupare di piu’ i cittadini dell’Unione sono l’instabilita’ della situazione economica e l’aumento dei prezzi che generano un complessivo pessimismo sulle prospettive dell’area.
Chi paghera’ il prezzo piu’ caro, secondo i sondaggi, sara’ il premier britannico, il cui governo soffre per lo scandalo dei rimborsi spesa che ha colpito piu’ di tutti i laburisti, scivolati al terzo posto dopo i conservatori e i l’Independence Party, una formazione antieueropea che non ha parlamentari nella camera bassa, ma veleggia verso il 19 per cento dei consensi nel voto della prossima settimana. Il partito di David Cameron ha perso terreno, ma mantiene un solido 30 per cento di consensi.
Per il premier irlandese Brian Cowen si prospetta invece una triplice sconfitta: alle elezioni locali, alle europee e alle politiche. La sua colpa e’ di non aver saputo gestire la crisi fiscale e finanziaria che, associata alla recessione, ha portato a una brusca contrazione del Pil e all’aumento del deficit pubblico.
In Francia il sostegno al partito di governo di Nicolas Sarkozy rimane stabile al 26 per cento, mentre i socialisti guidati da Martine Aubry hanno guadagnato un punto per attestarsi al 20 per cento. Si sono ridimensionate le aspettative del partito di opposizione MoDem, che non supera il 13 per cento, e del Fronte di sinistra che, pur raccogliendo tre formazioni, non va oltre il 7 per cento. I Verdi sono all’11 per cento. Tuttavia l’insieme dell’elettorato di sinistra potrebbbe ottenere il 46,5 per cento dei voti contro il 37 per cento del blocco di destra che include l’Ump di Sarkozy. In una situazione simile l’ago della bilancia saranno gli indecisi, ancora il 20 per cento dell’elettorato. (AGI)
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