CRISI: D’ALEMA, SERVONO RIFORME STRUTTURALI, NON GALLEGGIARE

(AGI) - Milano, 30 giu. - Contro chi pensa che basti “non parlarne”, l’ex presidente del Consiglio ha esortato invece, nel suo intervento, a parlare della crisi e dei modi per affrontarla. Senza riforme, ha spiegato, “il rischio e’ che si entri in una fase non breve di declino strutturale della nostra economia: nei prossimi vent’anni il mondo e’ destinato a cambiare e questo rende ancora piu’ problematico il discorso di chi dice ‘l’economia ripartira’ e noi ripartiremo’. Se la partita si gioca adesso - ha aggiunto - in particolare in termini di investimenti e innovazione, io ritengo che le scelte politiche siano state inadeguate. Senza innovazione rischiamo che la tendenza italiana alla bassa crescita diventi ancora piu’ strutturale, si rischia di condannare il nostro Paese a un lungo processo di declino, indipendentemente da come andra’ a finire la crisi”. Per questo, ha incalzato, “non e’ ormai rinviabile quel processo di riforma del Paese”; esaurita l’unica breve parentesi riformista della seconda repubblica, quella del governo di centro-sinistra a meta’ anni Novanta, ‘i grandi problemi strutturali del Paese sono rimasti irrisolti e ho paura che i nodi verranno al pettine”. Tra le riforme da affrontare al piu’ presto, D’Alema ha citato quella del welfare, che deve avvenire sulla base di “una discussione seria a partire dal problema della disoccupazione e degli ammortizzatori sociali”, e la riduzione dei costi della macchina pubblica. L’ex presidente del Consiglio non ha risparmiato una stoccata all’Unione Europea, che ha affrontato la crisi in maniera “particolarmente deludente”, mostrando una “estrema debolezza”. (AGI)

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