CRISI: D’ALEMA RIUNISCE A MILANO GOTHA DELLA FINANZA ITALIANA
(AGI) - Milano, 30 giu. - Dal presidente di Mediobanca Cesare Geronzi a quello di Bmps Giuseppe Mussari, dal vice presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona al numero uno di Bnl Luigi Abete al presidente della Carlo Tassara Pietro Modiano: i grandi nomi della finanza italiana hanno risposto all’appello della fondazione ‘Italianieuropei’ di Massimo D’Alema, che con loro ha discusso del destino del sistema bancario del nostro Paese in un lungo dibattito partito questa mattina alle 9 al teatro Franco Parenti di Milano. Presenti nelle prime file anche il presidente di Rcs Piergaetano Marchetti e quello di Assogestioni Marcello Messori, gli economisti Tommaso Padoa Schioppa e Marco Onado, Rosalba Casiraghi e Ferdinando Targhetti del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Giampio Bracchi dell’Aifi, l’ex presidente di Unicredit Francesco Cesarini e l’ex Goldman Sachs Claudio Costamagna; dal mondo politico, in sala il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e Bruno Tabacci dell’Udc. Un dibattito volto a “mettere in circolo qualche preoccupazione e qualche proposta da portare all’attenzione del Governo”, per rialzare il tono di una discussione sulla crisi che ha assunto in Italia “carattere superficiale e propagandistico”, come ha spiegato D’Alema tirando le conclusioni della mattinata di dibattito con un intervento di oltre trenta minuti. Netto, in particolare, il botta e risposta tra il rappresentante del Tesoro Vittorio Grilli e D’Alema: se entrambi hanno sottolineato la necessita’ di coordinare a livello internazionale le risposte alla crisi, Grilli ha parlato di “giocare sulla sopravvivenza finche’ non si riprendera’ il grande flusso del commercio internazionale”, mentre D’Alema ha preso posizione contro il Governo che si limita ad aspettare “che passi la nottata”. “Pensare di arginare la crisi - ha concluso l’ex premier - attraverso istituzioni nazionali e’ un errore e l’Europa ci appare in questa fase estremamente debole”; d’altra parte il sistema bancario italiano “ha dei problemi specifici” cui puo’ dare risposta ricorrendo a “quel grande ammortizzatore sociale che sono le famiglie”, mentre il Governo deve a sua volta “garantire un quadro normativo che liberi le banche dai rischi impropri, salvaguardandole nell’assumere i rischi imprenditoriali”. (AGI)
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