INFLAZIONE: CGIL, NESSUNA RIPRESA ANCORA RISCHIO DEFLAZIONE

(AGI) - Roma, 31 ago. - “La ripresa dell’inflazione ad agosto non e’ sufficiente per dire che il paese e’ entrato in un processo di ripresa: il rischio deflazione non e’ affatto scongiurato”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, commentando i dati diffusi dall’Istat. “Lo stesso istituto statistico - aggiunge - sottolinea come il lieve incremento congiunturale e’ da attribuire all’aumento dei prezzi nel settore dei trasporti (+1,8%), aumento comprensibile considerando il periodo. Tuttavia lo stesso dato, confrontato con agosto 2008 (-3,1), ci dice che questo settore protagonista dell’incremento dell’inflazione non e’ esente dalla crisi. E’ necessario percio’ attendere le stime di settembre per formulare una valutazione compiuta”. Anche perche’, rileva il dirigente sindacale, “e’ prevedibile una ripresa dell’inflazione a partire dal secondo semestre del prossimo anno. La speculazione e’ dietro l’angolo e, da stime Ires, con un prezzo del petrolio (gia’ oggi a 70 dollari al barile) che si attesti sopra gli 80 dollari, cosi’ come per effetto della massa di liquidita’ immessa sul mercato nelle principali economie mondiali (Usa, Cina, Germania), l’inflazione potrebbe il prossimo anno rialzare decisamente la testa schizzando attorno al 2,5%”. Per questa ragione, sostiene il segretario confederale della Cgil, “abbiamo sempre sostenuto che il riferimento per rinnovare i contratti nazionali dovesse essere l’inflazione reale, quella vera, cioe’ l’Ipca non depurato dall’energia, proprio perche’, sia quando il prezzo del petrolio e’ troppo basso sia quando e’ troppo alto, cio’ che si determina, adottando come indice l’inflazione depurata, e’ una rottura dell’equilibrio distributivo e dell’equilibrio economico generale”. Per questi motivi, conclude Megale, “c’e’ bisogno di serieta’, sobrieta’ e unita’, mettendo al centro dell’azione politica e sociale le politiche anti crisi e a difesa dell’occupazione. Per questo e’ quindi necessario operare affinche’ tutti i contratti nazionali aperti vengano chiusi unitariamente”. (AGI)

Red/Ila