BANCHE: MASCIANDARO, NON CAPISCO LAMENTI SU NO A TREMONTI-BOND

(AGI) - Milano, 30 set. - Le “lamentele” per il mancato ricorso ai ‘Tremonti-bond’ da parte delle principali banche italiane sono “incomprensibili”: cosi’ Donato Masciandaro, docente di economia politica all’universita’ Bocconi di Milano e curatore del sedicesimo rapporto sul sistema finanziario italiano della fondazione Rosselli, commenta la decisione di Intesa Sanpaolo e Unicredit e le successive dichiarazioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. “Non riesco a comprendere - ha detto Masciandaro durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto - i lamenti del ‘policy maker’ se delle aziende private decidono di non sottoscrivere un prestito oneroso, che non capisco perche’ sia chiamato aiuto. Mi sembra paradossale - ha poi aggiunto - che un prestito oneroso sia definito ‘aiuto a’. Come contribuente sono contento di essere nel Paese che, nella colonna ‘aiuti di Stato’ presenta la scritta ‘zero’”. Questo e’ successo perche’ le banche italiane, secondo Masciandaro, “non hanno bisogno di essere salvate”. Sulla stessa linea anche Giampio Bracchi, anch’esso curatore del volume e presidente di Intesa Sanpaolo Private Banking: “Il timing e’ fondamentale - ha spiegato - diverso sarebbe stato se i ‘Tremonti-bond’ fossero stati disponibili a ottobre. Ma l’annuncio della loro disponibilita’ ha avuto un effetto positivo, piu’ psicologico che reale, perche’ garantiva che le banche non sarebbero fallite, in un momento in cui circolava questo timore”. (AGI)

Cli/Ven