VINI: CODICI, ERRORE MANDARE IN PENSIONE MARCHI DOC,DOCG E IGT
(AGI) - Roma, 19 nov - E’ entrata in vigore il 1° agosto di quest’anno la nuova OCM (Organizzazione Comune di Mercato) sul vino europeo, una riforma che introduce innovazioni nel settore vinicolo tra cui alcune regole attraverso le quali i vini DOC, DOCG e IGT transiterebbero automaticamente nel nuovo registro comunitario delle DOP e delle IGP. I marchi DOC, DOCG e IGT vanno quindi in pensione.
“La situazione vitivinicola italiana e’ peculiare rispetto agli altri paesi europei.- commenta Valentina Coppola Resp. Naz. Settore Agroalimenatre del CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino- Le nostre DOCG, vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita sono una piccolissima rappresentanza meno di quaranta sulle diverse centinaia di varieta’ italiane prodotte, che seguono un disciplinare rigidissimo per ottenere la suddetta denominazione. I vini DOP ( ad origine protetta) e gli IGP (Indicazione geografica protetta) sono certamente espressione del territorio, ma non sempre significano eccellenza e qualita’ superiore. Le DOCG sono la nostra piu’ alta forma di espressione vinicola nel mondo, per le quali siamo conosciuti come produttori di eccellenza. Inoltre - conclude Coppola- secondo un’indagine svolta dalla nostra Associazione i cittadini, soprattutto quelli inesperti del settore vinicolo, nell’acquistare un buon vino fanno prettamente riferimento al marchio DOCG in quanto, secondo le risposte dei nostri intervistati, e’ sinonimo di garanzia, sicurezza e alta qualita’ del prodotto. Questa omologazione rappresenta, quindi un errore anche dal punto di vista dei consumatori”.
Il CODICI si rivolge quindi al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, affinche’, in tempo di crisi economica quale quella che attraversa il nostro Paese, tuteli i prodotti che sostengono la nostra economia e questo soprattutto in tempo di crisi, quale quella che attraversa il nostro Paese.(AGI)
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