INFLAZIONE: CIA, PREZZI ALL’INGIU’ SUI CAMPI FRENANO CORSA
(AGI) - Roma, 30 nov. - La Cia, in merito ai dati provvisori Istat sull’inflazione a novembre, sottolinea il crollo delle quotazioni all’origine (meno 12,2 per cento ad ottobre). Sugli scaffali gli agroalimentari non segnano piu’ le impennate degli
anni scorsi. Tuttavia, si segnalano “voci” che rimangono su livelli sostenuti e potrebbero, invece, diminuire. Il crollo dei prezzi sui campi (meno 12,2 per cento a ottobre, che fa seguito al meno 12,5 per cento di settembre e il meno 16 per cento di
agosto) frena la corsa, al dettaglio, anche se sugli scaffali i listini rimangono ancora cari, comunque, molto al di sotto dei livelli raggiunti negli ultimi anni. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat
(ancora provvisori) sull’inflazione a novembre che proprio nel settore agroalimentare registra un aumento dello 0,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008 e un calo dello 0,1 per cento nei confronti di agosto scorso. La flessione rilevata ad
ottobre -ricorda la Cia- ha interessato i prezzi all’origine di tutti i comparti agricoli. Particolarmente accentuato e’ il calo registrato dai cereali, che segnano un meno 19,72 per cento, con punte anche del 35-40 per cento per il grano duro e quello
tenero. Un drammatico tracollo si ha, soprattutto, per la frutta (meno 22,2 per cento). Non meno confortante e’ la situazione per il comparto dei vini, i cui listini sono scesi, sempre ad ottobre scorso, del 14,6 per cento. Un forte calo -avverte la
Cia- si segnala pure per i prodotti lattiero-caseari (meno 11,6 per cento). E’ pesante la caduta del prezzo del latte alla stalla (meno 16 per cento rispetto allo scorso anno). In discesa anche i listini per i suini (meno 14,2 per cento) e per i bovini
(meno2,7 per cento). Per quanto riguarda, invece, i listini al dettaglio, si hanno aumenti per i prodotti “trasformati”. Un trend iniziato sin dallo scorso mese di settembre. Ritocchi, anche se lievi, al rialzo si hanno per il pane, per alcuni derivati
dei cereali e per la carne bovina. Diversa la situazione per i prodotti “freschi” (frutta, ortaggi), i cui prezzi al dettaglio, soprattutto in conseguenza della caduta verticale dei listini all’origine, non registrano impennate dei prezzi sia rispetto
ad ottobre scorso che nei confronti dello stesso periodo del 2008. Prezzi agricoli in caduta libera a ottobre 2009 (var.% su ottobre 2008) Cereali -19,7 Frutta fresca e secca -22,2 Vini ed altre bevande -14,6 Latte e derivati -11,6 Bovini e bufalini
-2,7 Suini -14.2. (AGI)
COM/SIM