(SCHEDA) G7: A IQALUIT VERTICE “TORNA ALLE ORIGINI”
(AGI) - Iqaluit, 4 feb. - Per non morire il G7 torna alle origini. E’ la strategia perseguita dalla presidenza canadese che nella riunione organizzata a Iqaluit, praticamente al Polo Nord, cerchera’ di non far definitivamente congelare questa istituzione che ha trenta anni di storia ma che ha perso decisamente smalto rispetto al G20, diventato ormai il principale forum di cooperazione internazionale. Per il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, “il G7 puo’ rimanere un’istituzione vitale” come think-tank di altissimo livello piuttosto che come summit volto a creare un consenso da riportare nero su bianco in un comunicato.
Il G7 venne istituito nel 1976 quando il Canada aderi’ al G6 formato da Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti grazie all’appoggio di questi ultimi e facendo leva sulla sua imponente produzione di gas naturale. Funziona come un club esclusivo composto dai ministri finanziari e dai banchieri centrali. La presidenza di turno fissa l’agenda e sceglie la location, curandone l’organizzazione. Ci sono diversi incontri all’anno: due sono a margine delle riunioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale organizzate ogni anno in autunno e in primavera. Un’altra sessione avviene nel Paese che detiene la presidenza. Uno dei meeting serve a stilare l’agenda in vista del G7 politico, quello dei primi ministri e dei presidenti degli Stati. In passato il G7 finanziario ha coordinato gli interventi di politica monetaria ed ha funzionato come forum di discussione sulla regolamentazione dei mercati.
L’esito dei lavori veniva tradizionalmente riportato in un comunicato congiunto molto atteso dei mercati finanziari ma a Iqaluit questa tradizione non sara’ rispettata, preferendo una conferenza stampa conclusiva. Un’altra rottura rispetto ai G7 del passato sara’ la totale esclusione della Russia perche’, secondo molti osservatori, il Canada scegliendo di organizzare il vertice a Iqaluit ha di fatto inviato un messaggio diplomatico a Mosca sulla sovranita’ del territorio, soprattutto sul cosiddetto “passaggio a Nord Ovest”.
Il vertice di Iqaluit durera’ meno di 24 ore: la discussione comincera’ domani a cena e si concludera’ con una conferenza congiunta sabato 6 febbraio all’ora di pranzo. All’ordine del giorno ci saranno anche gli aiuti per Haiti perche’ i membri del G7 rappresentano i principali paesi donatori. Ovviamente di parlera’ anche di regolamentazione finanziaria, sviluppo e dai tassi di cambio, con un occhio particolare allo yuan. (AGI) Ril