PATTO STABILITA’: SINDACI REGGIANI SOLLECITANO MODIFICHE

(AGI) - Reggio Emilia, 8 feb. - Il sindaco di Reggio Emilia e vicepresidente nazionale dell?Anci, Graziano Delrio, e una rappresentanza dei sindaci capidistretto reggiani - Marzio Iotti, sindaco di Correggio; Alessio Mammi, sindaco di Scandiano; Paolo Colli sindaco di Montecchio e Liana Barbati vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Reggio Emilia - con Cesare Beggi di Legautonomie e il dirigente del Servizio finanziario del Comune di Reggio, Marcello Marconi hanno incontrato oggi pomeriggio nella sala Gialla del municipio i parlamentari reggiani per chiedere il loro sostegno alle proposte di modifica al Patto di stabilità interno.

Fra queste l?emendamento, elaborato sulla base di documenti Anci, con cui si esclude dal calcolo finanziario 2007 dei Bilanci comunali il computo delle risorse originate dalla cessione di azioni di società operanti nel settore dei servizi pubblici, da dividendi straordinari di tali società o dalla vendita di patrimonio immobiliare.

All?incontro, preannunciato dai sindaci la settimana scorsa quando fu presentata la lettera sul tema inviata al ministro dell?Economia Giulio Tremonti, erano presenti i deputati Maino Marchi e Pierluigi Castagnetti; le senatrici Albertina Soliani e Leana Pignedoli.

Il sindaco Delrio ha commentato: “Abbiamo chiesto ai parlamentari di tutti gli schieramenti di partecipare a questo incontro e di sostenerci nella richiesta di modifica al Patto di stabilità interno. Così formulato ? prendendo a riferimento l?anno 2007 in cui i nostri Comuni registravano la vendita delle azioni Enìa - il patto di stabilità mette quasi tutti i Comuni reggiani davanti all?impossibilità di pagare le imprese e di compiere investimenti. Si tratta di circa 100 milioni che verranno a mancare all?economia del territorio provinciale. Se invece volessimo rispettare gli impegni presi con le aziende e pagarle, sforeremmo il Patto di stabilità, con gravi conseguenze su tutti i cittadini: avremmo minori trasferimenti, blocco delle assunzioni, blocco della possibilità di contrarre mutui”. (AGI) Mir/RED