(AGI) - Roma, 1 gen. - “In quanto all’Italia”, scandisce il Capo dello Stato, “e’ tempo che da parte di tutti in Europa si prendano sul serio e si apprezzino le dimostrazioni che il nostro paese ha dato e si appresta a dare, pagando prezzi non lievi, della sua adesione a principi di stabilita’ finanziaria e di disciplina di bilancio, nonche’ del suo impegno per riforme strutturali volte a suscitare una piu’ libera e intensa crescita economica”. Chiaro, no? Il lavoro fatto e’ tanto e meritorio. Ora “abbiamo solo da procedere nel cammino intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni europee - in condizioni di parita’ - il nostro contributo a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell’Unione”.
“In questo senso sta svolgendo il suo mandato il governo Monti, la cui nascita ha costituito il punto d’arrivo di una travagliata crisi politica di cui il Presidente del Consiglio, Berlusconi, poco piu’ di un mese fa, ha preso responsabilmente atto”, continua il ragionamento di Napolitano, che qui pare voler chiudere la ridda di ipotesi seguita alla pubblicazione sul Wall Street Journal di una serie di interpretazioni sulla fine dell’esecutivo berlusconiano.
Per il futuro “e’ importante ora che l’Italia possa contare su una fase di stabilita’ e di serenita’ politica. Cio’ non toglie che ogni partito mantenga la sua fisionomia e si caratterizzi in Parlamento con le sue proposte rispetto all’azione che l’esecutivo deve portare avanti. Soprattutto, un vasto campo e’ aperto per l’iniziativa dei partiti e per la ricerca di intese tra loro sul terreno di riforme istituzionali da tempo mature. Queste sono necessarie anche per creare condizioni migliori in vista di un piu’ costruttivo ed efficace svolgimento della democrazia dell’alternanza nello scenario della nuova legislatura dopo il ritorno alle urne”.(AGI) Nic (Segue)