Archivio per il Maggio, 2009

AZIONARIO MILANO: ANDAMENTO DEI TITOLI DELL’INDICE S&P-MIB

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Milano, 29 mag. - Questo l’andamento dei titoli che

compongono l’indice S&P/Mib. Rilevazioni finali rispetto ai

precedenti prezzi di riferimento.

S&P/MIB INDEX 19884 -1,32

MIBTEL INDEX 15743 -1,09

Prezzi

riferim. Var.%

——– —–

A2A SPA 1,3270 -3,63

ALLEANZA ASS 5,1900 -0,95

ANSALDO STS 11,9400 0,17

ATLANTIA 14,9200 -0,27

AUTOGRILL 6,5900 0,08

B P MILANO 4,7575 0,16

BANCO POPOLARE 5,9150 -2,23

BMPS 1,2150 -0,65

BULGARI 3,8550 -2,71

BUZZI UNICEM 10,0000 -3,75

CIR-COMP 1,1150 -0,54

DAVIDE CAMPARI 5,5550 -0,98

ENEL 4,1800 -5,59

ENI 17,1800 -0,29

FIAT 7,4800 -4,53

FINMECCANICA 9,9750 0,55

FONDIARIA-SAI 11,7300 -1,01

GENERALI ASS 15,8600 -0,81

GEOX 5,5600 2,49

IMPREGILO 2,2400 1,13

INTESA SANPAOL 2,5175 -0,49

ITALCEMENTI 8,1700 -4,11

LOTTOMATICA 14,1700 -1,94

LUXOTTICA 14,6900 -0,94

MEDIASET 4,1700 -2,06

MEDIOBANCA 8,5100 0,53

MEDIOLANUM 3,4625 1,09

MONDADORI 3,1200 -0,16

PARMALAT 1,7400 -1,42

PIRELLI & C 0,2870 1,77

PRYSMIAN 10,2200 2,20

SAIPEM 18,0400 1,01

SNAM RETE GAS 3,0725 0,24

STMICROELEC.N. 5,2300 4,39

TELECOM ITALIA 1,0050 -0,50

TENARIS 10,8000 0

TERNA 2,5950 -0,19

UBI BANCA 9,7650 -2,25

UNICREDIT 1,8370 0,05

UNIPOL 0,9180 -2,13

(AGI)

Red/Roc

BORSE EUROPEE: CHIUDONO CONTRASTATE, MALE MILANO E ZURIGO

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Chiudono contrastate le principali borse europee, che risentono dell’andamento incerto di Wall Street. L’Ftse100 di Londra avanza dello 0,69% a 4.417,94 punti, il Cac40 di Parigi sale dello 0,43% a 3.277,65 punti, il Dax di Francoforte cresce dello 0,16% a 4.940,82 punti, il Mibtel di Piazza Affari perde l’1,09% a 15.743 punti, lo Smi di Zurigo cede lo 0,02% a 5.349,74 punti. (AGI)

Rus

BORSA: MILANO PEGGIORE D’EUROPA, MIBTEL -1,09%, PESANTE FIAT

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Milano, 29 mag. - Chiude in deciso ribasso Piazza Affari l’ultima seduta della settimana e del mese. Nel giorno dell’addio (da lunedi’ partono i nuovi indici Ftse Italia), il Mibtel cede l’1,09% a 15.744 punti; negativi anche l’S&P/Mib, -1,32% a 19.884 punti, e l’Allstars, -0,4% a 9.917. Gli scambi, ancora poco sostenuti ma in crescita rispetto alle ultime sedute, hanno sfiorato oggi i 3 miliardi di controvalore.

Milano, dopo un avvio in leggero rialzo, e’ passata in negativo nella seconda parte della seduta in scia al dato sul Pil negli Stati Uniti nel primo trimestre, peggiore delle attese (rivisto a -5,7%); sul risultato della Borsa ha influito anche la performance di alcuni titoli ad alto peso specifico come Fiat, crollata dopo le voci di un accordo raggiunto tra Magna e General Motors per Opel, e il comparto bancario, in prevalenza di segno negativo.

Netto calo, tra gli energetici, per Enel e A2a: la prima e’ stata influenzata dai dettagli sull’aumento di capitale da 8 miliardi al via dalla prossima settimana e dalla notizia della cessione dell’80% di Enel rete gas, la seconda penalizzata dalle tensioni in assemblea a Brescia.

In calo assicurativi e telecomunicazioni; giu’ anche il lusso e i titoli del cemento, contrastati gli editoriali. Positivi, in controtendenza, Geox, che ha incassato una promozione da Goldman Sachs, e Stm sulle prospettive di un miglioramento della domanda nel prossimo anno fiscale. (AGI)

Cli/Car

BANKITALIA:FRENA CREDITO A IMPRESE,PIU’ COLPITO MANIFATTURIERO

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Decisa decelerazione del credito bancario alle imprese nel 2008 e nei primi mesi del 2009: il tasso di crescita e’ sceso al 4,2% annuo a marzo dal +7% di dicembre dell’anno scorso. La decelerazione, spiega Bankitalia, “e’ stata in linea con quella dell’area euro” e il rallentamento del credito “ha in parte riflesso il calo della domanda di finanziamenti per gli investimenti”. Particolarmente colpito il settore manifatturiero: il livello del credito e’ sceso a marzo, su base annua, al + 0,3% dal +3,9% di dicembre 2008. Piu’ contenuta la contrazione nel settore delle costruzioni (+5,7% contro l’8,6%) , dei servizi ( +5,4% a fronte del 7%). Dal punto di vista geografico la crescita dei prestiti bancari ha raggiunto livelli molto bassi nel Mezzogiorno dove il tasso di variazione nell’industria manifatturiera e’ diventato negativo (-4,3% a marzo dal +0,2% di dicembre 2008). In generale, in tutti i comparti i prestiti crescono meno per le aziende piccole rispetto a quelle di media e grande dimensione (a marzo 1,1% e 4,9% rispettivamente). (AGI)

Gio

AL VIA TERRA FUTURA, GREEN ECONOMY E DIRITTI CONTRO LA CRISI

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Firenze, 29 mag. - Non e’ solo crisi economico-finanziaria ma dei diritti, che vanno posti di nuovo al centro del modello di sviluppo insieme a un New deal verde e sostenibile. Queste alcune delle riflessioni emerse nella prima giornata di ‘Terra Futura’, la mostra-convegno internazionale in corso fino a domenica alla Fortezza da basso di firenze. “Siamo di fronte a una crisi a tutto tondo che investe ogni ambito del vivere civile”, ha osservato Francois Houtart, sociologo belga e prete cattolico fondatore del Cetri (Centro Tricontinentale) e membro della commissione Onu per la crisi. Ma quali strade seguire per uscirne? Per l’esperto ci sono tre possibilita’: “Cambiare gli attori, i banchieri, che sono incapaci o corrotti; regolamentare il sistema divenuto selvaggio; passare, con un cambiamento che deve essere innanzitutto culturale, dallo sfruttamento della natura al suo rispetto, e a un uso sostenibile delle risorse”. Si tratta, ha spiegato, “di privilegiare cio’ che e’ chiamato in economia ‘valore dell’uso’ cioe’ quanto e’ utile a tutto il genere umano e non solo al ritorno per gli azionisti. Questo comporta una nuova filosofia dell’economia e una seria critica del capitalismo”. Per Houtart, inoltre, bisogna estendere la democrazia “esportandola non solo in politica ma anche in economia, nelle istituzioni, nelle relazioni tra uomo e donna e promuovere il multiculturalismo”.

Nella pratica, la via da seguire e’ la ‘green economy’. Ne e’ convinta Saskia Sassen, sociologa ed economista americana, docente di Economia all’Universita’ di Chicago e alla London School of Economy, che vede in questo momento difficile un’opportunita’ per ripartire: “La green economy e’ sicuramente un’opportunita’ irrinunciabile”, ha argomentato la studiosa, “nella crisi della sostenibilita’ ambientale sono fondamentali le politiche concrete, perche’ creano posti di lavoro e partecipazione fra i comuni cittadini”. E ancora: “Il crack economico-finanziario ha avuto ripercussioni su tutti i livelli: quello individuale, di vicinato, di citta’ e di regione, ed e’ proprio su questi livelli che la ‘green economy’ riesce a incidere promuovendo soluzioni all’insegna della sostenibilita’ ambientale, creando occupazione e coesione sociale”. Per questo, “dobbiamo pensare alla crisi come un’opportunita’”. In questo quadro il livello locale gioca un ruolo fondamentale: “Nelle citta’ e attraverso le relazioni di vicinato”, ha spiegato Sassen, “si sviluppa un fondamentale livello d’azione. L’Italia ha una straordinaria tradizione urbana e di buone pratiche di vicinato, dunque potrebbe diventare apripista in tal senso”. (AGI)

Red/Gav (Segue)

BANKITALIA: “FORTE PESSIMISMO” PER INVESTIMENTI NEL 2009

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Tempi duri per gli investimenti nel 2009 in particolare nel manifatturiero. Lo prevede la Banca d’Italia nella Relazione annuale in cui ricorda che lo scorso hanno c’e’ stata una flessione del 3% che ha coinvolto tutte le principali componenti in particolare i beni strumentali.

“Le previsioni per il 2009 - si legge nel documento - sono improntate a un forte pessimismo. La flessione pianificata degli investimenti ha dimensioni eccezionali per l’industria in senso stretto (-18,2%, con punte prossime a -28 per le aziende manifatturiere piu’ piccole e a -24 per quelle con una maggiore apertura al commercio estero); e’ assai piu’ contenuta nel settore dei servizi”. L’indagine campionaria, spiega Bankitalia, quest’anno ha incluso domande specificamente volte ad analizzare l’impatto della recessione in corso. Ne emerge un quadro dominato dalle difficolta’ delle imprese industriali a fronteggiare il calo della domanda, in particolare di origine estera. Nei servizi la situazione appare meno grave, anche se le attese sul 2009 suggeriscono un diffuso pessimismo.

“I due terzi delle aziende - conclude Bankitalia - dichiara di aver risentito significativamente della recessione, in larga maggioranza in misura piu’ grave rispetto alle crisi passate. Gli effetti avrebbero iniziato a manifestarsi dalla scorsa estate, con una riduzione del fatturato nominale del 20% circa nella media dell’industria (del 14 nei servizi). Le attese rilevate non indicano una rapida uscita dalla fase recessiva”. (AGI)

Ila

BANKITALIA: SOCIETA’ QUOTATE ANCORA POCO CONTENDIBILI

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Migliora la qualita’ della governance delle societa’ italiane quotate anche se resta bassa la loro contendibilita’. La Relazione annuale della Banca d’Italia rileva che “il sistema della governance delle societa’ quotate italiane ha subito nel corso degli ultimi anni rilevanti modifiche” avvicinandosi alle “migliori prassi internazionali”. Nelle societa’ italiane, “la complessita’ e l’opacita’ degli assetti di controllo si sono ridotte. E’ migliorato il grado di tutela degli azionisti di minoranza. Un segnale dei mutamenti e’ l’accresciuta presenza nel capitale delle societa’ italiane di investitori istituzionali, in particolare di quelli stranieri. Tuttora modesta e’ pero’ la loro partecipazione alle assemblee societarie. La struttura proprietaria continua invece a caratterizzarsi per una ridotta contendibilita’”. Questo perche’ “la concentrazione della proprieta’ permane in media elevata e il ruolo dei controllanti di maggiore rilievo, famiglie e settore pubblico, risulta in crescita. Nelle societa’ a controllo coalizionale, in linea di principio maggiormente contendibili, gli assetti di controllo risultano rafforzati per il tramite degli amministratori condivisi, soprattutto nelle societa’ a maggiore capitalizzazione”. (AGI)

Ant

BANKITALIA: IMPRESE PERDONO 36% PER NON ASPETTARE IL TRIBUNALE

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - La giustizia civile non funziona e sempre piu’ spesso le imprese ricorrono a trattative extragiudiziarie rimettendoci fino al 36% dell’importo del contratto contestato. “I ritardi della giustizia infliggono costi elevati alle imprese”, nella Relazione annuale la Banca d’Italia non puo’ che tornare a ripetersi. “Secondo i dati di Invind relativi alle sole imprese industriali con almeno 50 addetti, in un terzo dei casi un’impresa coinvolta in una causa civile per inadempimento contrattuale della controparte preferisce accordarsi piuttosto che attendere l’esito del giudizio. Per giungere all’accordo l’impresa rinuncia mediamente al 36 per cento della somma dovuta”. Secondo Banca d’Italia, “L’organizzazione degli uffici giudiziari e la litigiosita’ elevata restano i nodi da affrontare.Difficolta’ nel governo del sistema giudiziario derivano anche dalla scarsita’ di informazioni relative alla dotazione di risorse umane e finanziarie degli uffici giudiziari che non consente di valutarne l’adeguatezza e la produttivita’, di individuare le cause delle disfunzioni e gli opportuni rimedi”. Per questo, da palazzo Koch si rileva che “l’obbligo per gli uffici giudiziari di fornire a cadenza regolare informazioni sull’andamento dell’organizzazione dei servizi giudiziari, previsto dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 6 febbraio 2009, puo’ contribuire a limitare le carenze informative”. (AGI)

Ant

BANKITALIA: GIU’ I CONSUMI MA MAI SENZA TELEFONINO

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Piuttosto a piedi e senza lavatrice, magari si rinuncia al piatto di pasta, ma mai senza l’ultimo telefonino uscito sul mercato. Gli italiani non rinunciano a spendere denaro per i prodotti tecnologici, mentre in forte calo sono gli acquisti di mezzi di trasporto e di elettrodomestici. E’ questa la fotografia contenuta nella Relazione annuale della Banca d’Italia dove si spiega che a fronte di una frenata dei consumi nel 2008 “la spesa per prodotti ad alto consumo tecnologico, in particolare nella telefonia, ha invece mantenuto un ritmo elevato (6,8%)”. Una conferma dello spostamento delle preferenze dei consumatori verso questo settore negli anni (l’incremento e’ stato di poco inferiore al 12% in media d’anno dal 1995).

A causa “del grave deterioramento del quadro economico generale e delle crescenti incertezze sulle prospettive di reddito a medio termine, la famiglie - sottolinea Bankitalia - hanno invece nettamente ridotto gli acquisti di beni durevoli (-7,3%) soprattutto di mezzi di trasporto (-15,1%) e di elettrodomestici (-7,1%). Sono ancora diminuiti gli acquisti di beni non durevoli (-1,3%).

Per non parlare dei consumi alimentari la cui contrazione, pari al 2,3%, “si e’ inasprita nella parte finale dell’anno, nonostante il rapido rientro delle tensioni sui prezzi delle materie prime. Il dato - afferma Bankitalia - potrebbe riflettere il brusco impatto della crisi sulle famiglie a basso reddito, caratterizzate da un’alta propensione al consumo di queste categorie di prodotti”.

Anche i consumi di beni semidurevoli sono calati (-1,2%), mentre quelli di servizi sono cresciuti solo dello 0,4%: “La riduzione della spesa dei trasporti e comunicazioni e per servizi alberghieri e assicurativi e’ stata compensata dall’aumento di quella per le attivita’ ricreative e per i servizi finanziari e abitativi”.

“La flessione dei consumi - conclude la Banca d’Italia - riflette quella del reddito disponibile in termini reali, la cui debolezza perdura ormai da un quindicennio e influenza, verosimilmente in modo permanente, le percezioni delle famiglie.

L’incremento nominale del reddito nel 2008 (2,7%) e’ stato completamente eroso dalle forti tensioni al rialzo dei prezzi, protrattasi fino all’estate: nella media dell’anno, il potere d’acquisto delle famiglie e’ diminuito di mezzo punti percentuale”.

(AGI)

Ila

BANKITALIA:IMPRESE,PICCOLO NON E’ PIU’ BELLO +50% LICENZIATI

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Piccolo “non e’ piu’ bello”: la dimensione ridotta delle imprese italiane che in passato ha garantito maggiore flessibilita’ “appare oggi un fattore di debolezza”. Lo rileva la Relazione annuale della Banca d’Italia, presentata oggi dal governatore Mario Draghi. La crisi mondiale ha certamente aggravato la situazione delle Pmi, ma “anche in condizioni normali di ciclo economico” imprese “particolarmente piccole faticano ad assorbire gli elevati costi fissi connessi con l’attivita’ di esportazione e di innovazione”. Questa debolezza strutturale si riflette ovviamente sull’occupazione, soprattutto nei momenti di crisi: tra l’ottobre del 2008 e il febbraio del 2009 - avverte Bankitalia - i licenziamenti individuali effettuati dalle imprese con meno di 16 dipendenti sono cresciuti di oltre il 50%.

Nel settore manifatturiero, nella media del periodo 2001-2007, il valore aggiunto per ora lavorata delle imprese con 20-49 addetti risulta inferiore del 20% a quello delle imprese con oltre 200 addetti, del 10% rispetto a quello delle imprese con 50-199 addetti. Tra il 2005 e il 2007 la crescita media annua della produttivita’ oraria e’ stata del 3,1% nelle imprese piu’ piccole, del 9,8% in quelle piu’ grandi. E differenze analoghe si osservano per la produttivita’ totale dei fattori.

Secondo Banca d’Italia pero’ la peculiarita’ dimensionale italiana e’ solo in parte attribuibile alla specializzazione settoriale piu’ sbilanciata verso produzioni tradizionali. Le stime econometriche condotte da via Nazionale testimoniano infatti che il capitale sociale, inteso come grado di fiducia prevalente all’interno della societa’, e l’efficienza del sistema giudiziario hanno un forte impatto sulla dimensione di impresa. Le stime suggeriscono che piu’ elevato il livello di capitale sociale, maggiore e’ la dimensione delle imprese. (AGI)

Sas/Gin

BANKITALIA: IMPRESE, PICCOLO NON E’ PIU’ BELLO +50% LICENZIATI

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Piccolo “non e’ piu’ bello”: la dimensione ridotta delle imprese italiane che in passato ha garantito maggiore flessibilita’ “appare oggi un fattore di debolezza”. Lo rileva la Relazione annuale della Banca d’Italia, presentata oggi dal governatore Mario Draghi. La crisi mondiale ha certamente aggravato la situazione delle Pmi, ma “anche in condizioni normali di ciclo economico” imprese “particolarmente piccole faticano ad assorbire gli elevati costi fissi connessi con l’attivita’ di esportazione e di innovazione”. Questa debolezza strutturale si riflette ovviamente sull’occupazione, soprattutto nei momenti di crisi: tra l’ottobre del 2008 e il febbraio del 2009 - avverte Bankitalia - i licenziamenti individuali effettuati dalle imprese con meno di 16 dipendenti sono cresciuti di oltre il 50%.

Nel settore manifatturiero, nella media del periodo 2001-2007, il valore aggiunto per ora lavorata delle imprese con 20-49 addetti risulta inferiore del 20% a quello delle imprese con oltre 200 addetti, del 10% rispetto a quello delle imprese con 50-199 addetti. Tra il 2005 e il 2007 la crescita media annua della produttivita’ oraria e’ stata del 3,1% nelle imprese piu’ piccole, del 9,8% in quelle piu’ grandi. E differenze analoghe si osservano per la produttivita’ totale dei fattori.

Secondo Banca d’Italia pero’ la peculiarita’ dimensionale italiana e’ solo in parte attribuibile alla specializzazione settoriale piu’ sbilanciata verso produzioni tradizionali. Le stime econometriche condotte da via Nazionale testimoniano infatti che il capitale sociale, inteso come grado di fiducia prevalente all’interno della societa’, e l’efficienza del sistema giudiziario hanno un forte impatto sulla dimensione di impresa. Le stime suggeriscono che piu’ elevato il livello di capitale sociale, maggiore e’ la dimensione delle imprese. (AGI)

Sas/Gin

BANKITALIA: PER ENTI LOCALI IN 7 ANNI DERIVATI DA 0,1 A 26 MLD

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Roma, 29 mag. - Da cento milioni a 26 miliardi: e’ il balzo del ricorso a contratti derivati da parte degli Enti locali rilevato dalla Relazione annuale di Banca d’Italia. “Il valore delle obbligazioni finanziarie oggetto di contratti derivati delle amministrazioni locali era pari a circa 0,1 miliardi alla fine del 2000; alla fine del 2008 si e’ collocato intorno a 26 miliardi”. E il ricorso a questi strumenti di fianza puo’ mettere a rischio la trasparenza dei conti pubblici. “I corrispondenti valori intrinseci negativi lordi, che indicano l’ammontare che gli enti dovrebbero versare agli intermediari se le operazioni in essere dovessero essere chiuse sono passati dai circa 2 milioni alla fine del 2000 a circa 1,1 miliardi alla fine del 2008. L’elevato livello di questi valori e la bassa correlazione con l’andamento dei tassi di mercato potrebbero riflettere un utilizzo dei derivati anche per soddisfare esigenze di liquidita’. Il valore intrinseco positivo a favore delle Amministrazioni locali era pari a circa 0,1 miliardi alla fine del 2008. Le Amministrazioni locali che hanno utilizzato strumenti finanziari derivati con controparti residenti erano oltre 450 a fine 2008 (di cui 13 Regioni, 32 Province e oltre 400 Comuni). Dal lato dell’offerta, la quota di mercato dei primi tre intermediari residenti, in termini di valore nozionale, era pari a circa il 70 per cento”. Quindi il ricorso a contratti derivati “puo’ offrire agli enti decentrati una garanzia contro alcuni rischi finanziari (fluttuazioni dei tassi di interesse o del cambio) e rendere piu’ agevole la gestione del debito. Tuttavia, trattandosi di strumenti finanziari complessi, valutabili con difficolta’ soprattutto dagli enti piu’ piccoli, il loro utilizzo puo’ determinare un incremento significativo degli oneri finanziari e una riduzione della trasparenza dei conti pubblici. La normativa che disciplina l’impiego di derivati da parte delle Amministrazioni locali e’ in corso di revisione; attualmente gli enti non possono concludere nuovi contratti. Ordinamenti di altri Paesi, data la difficolta’ di evitare comportamenti volti a spostare su esercizi futuri gli oneri di bilancio, hanno limitato l’utilizzo di derivati soprattutto da parte delle Amministrazioni locali di minore dimensione”. (AGI)

Ant

BORSA: APPROFONDISCE CALO, MIBTEL -0,74%, GIU’ FIAT ED ENEL

Venerdì, Maggio 29th, 2009

(AGI) - Milano, 29 mag. - La Borsa di Milano amplia le perdite di meta’ seduta; nonostante il lieve rialzo di Wall Street e il buon andamento delle altre piazze europee, quando manca meno di un’ora alla chiusura delle contrattazioni il Mibtel cede lo 0,74% a 15.799 punti, l’S&P/Mib -0,88% e l’Allstars -0,13%.

Il listino e’ penalizzato dall’andamento di alcuni titoli di peso come Fiat (-4,28%), appesantita da indiscrezioni su un accordo tra General Motors e Magna per Opel, e dal comparto bancario, dove prevalgono i segni negativi ad eccezione del +0,71% di Unicredit. Sempre pesante il ribasso per Enel (-5,31%) e A2a (-3,56%), mentre tra i pochi titoli positivi sul paniere principale si segnalano Stm (+4,49%) e ancora Geox (+2,21%). (AGI)

Cli/Car