(AGI) - Roma, 30 set. - E’ polemica sull’approvazione del decreto che contiene lo scudo fiscale, in attesa del voto di fiducia dell’aula della Camera previsto in serata. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e’ intervenuto stamane a difesa del testo, ribadendo che “bisogna essere realisti: questi soldi sono sfuggiti al controllo dello Stato e sono all’estero. Facendoli rientrare in Italia - ha aggiunto - possono sostenere la nostra economia. Poi con il 5% avremo a disposizione alcuni miliardi per la ripresa”.
Intanto, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, denuncia ‘anomalie’ procedurali nell’iter del dl e annuncia alla conferenza dei capigruppo che ricorrera’ alla cosiddetta ‘ghigliottina’ (cioe’ alla indizione del voto finale di un provvedimento dopo il voto di fiducia anche senza attendere che sia completato l’iter), se non si sara’ giunti al voto finale sul dl entro domani pomeriggio alle 15. Il che, si spiega da Montecitorio, servira’ ad assicurare al Capo dello Stato un margine di tempo necessario all’esercizio delle sue prerogative in base all’articolo 77 della Costituzione.
Fini, dopo aver premesso di voler prescindere da “qualunque valutazione sul merito del provvedimento”, ha sottolineato l’esistenza “di oggettive anomalie procedurali nella complessiva vicenda dell’iter del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza”.
E se l’Idv incalza il presidente di Montecitorio chiedendogli di “passare dalle parole ai fatti”, l’ipotesi messa sul tavolo da Fini non piace al Pd: “Sarebbe davvero imperdonabile - afferma il capogruppo democratico alla Camera Antonello Soro - se si applicasse la ‘ghigliottina’ per la prima volta nella storia su un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno”.
“Sbaglia l’opposizione ad attaccare Fini - ribatte il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto - che, anche avanzando rilievi critici al decreto, ha svolto il suo ruolo istituzionale misurandosi con una situazione nella quale, a causa dell’evidente ostruzionismo messo in atto dall’opposizione, il provvedimento o sarebbe decaduto o il Presidente della Repubblica non avrebbe avuto il tempo necessario per valutarlo.
La decisione di Fini, continua, “non e’ ne’ lesiva del ruolo Parlamento ne’ dei diritti dell’opposizione, che ha tutti i modi per esprimere il suo dissenso nel dibattito parlamentare destinato a svolgersi fino a domani”.
E proprio per domani l’opposizione minaccia ostruzionismo durante la discussione degli ordini del giorno. Ma la polemica investe direttamente il Pd, per le numerose assenze registrate ieri in aula a Montecitorio che hanno consentito la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalita’: erano cinquantanove i deputati democratici assenti al momento del voto. (AGI)
Red/Mgm