MAFIA: PISANU, ALMENO 13 MLN DI ITALIANI CI “CONVIVONO”
Mercoledì, Settembre 30th, 2009(AGI) - Roma, 30 set. - “Nell’assalto ai fondi pubblici - ha spiegato il presidente della commissione Antimafia - si e’ rafforzata quella borghesia mafiosa, quella zona grigia che all’occorrenza manovra anche il braccio militare, ma normalmente collega il braccio politico-affaristico con il mondo dell’economia, trasformando gradualmente l’organizzazione criminale vera e propria in un ’sistema criminale integrato nella societa’ civile’. Questo sistema e’ pronto a mettere le mani ovunque: dal settore privato ai fondi europei del programma 2007-2013 (oltre 101 miliardi di euro) al piano per il Mezzogiorno preannunciato dal governo”. Amara la considerazione di fondo di Pisanu: “Le quattro regioni di piu’ forte insediamento mafioso - ha sottolineato - sono oggi, sotto ogni aspetto, le piu’ povere e le piu’ sfiduciate del Paese”. E dunque, senza adeguati livelli di sicurezza e legalita’, il Mezzogiorno rischia di perdere una duplice e irripetibile opportunita’ storica: da un lato, la razionale utilizzazione dei fondi nazionali e di quelli europei; dall’altro lato, la partecipazione attiva, secondo la sua naturale vocazione mediterranea, al processo di integrazione europea, ai crescenti flussi di merci, capitali, persone e idee, che stanno restituendo al ‘Piccolo mare delle grandi civilta’ una posizione strategica nel ridislocazione dello sviluppo globale”. Pisanu ha sintetizzato la nuova stagione delle mafie: pochi omicidi, molti affari e grande forza espansiva. E per vincere questa guerra, “c’e’ bisogno di maggiori risorse materiali ed umane, di indagini piu’ penetranti e di norme legislative che siano al passo con le tecniche e le procedure altamente sofisticate delle organizzazioni criminali. L’esigenza piu’ immediata e’ individuare esattamente i punti critici del connubio mafia-economia e su di essi approfondire la nostra ricerca, chiamando in aiuto i magistrati, i pubblici amministratori e gli studiosi che abbiano fatto sul campo specifiche e significative esperienze. La repressione di ogni attivita’ mafiosa e’ oggi il primo, indispensabile atto per risolvere la questione meridionale”. (AGI)
Vim/Chi
