FISCO: LA SICILIA IN AFFANNO, CALANO RICCHEZZA E GETTITO
Sabato, Febbraio 27th, 2010(AGI) - Palermo, 27 feb. - Quanto a Regione ed enti locali, in Sicilia, segnala il report, incamerano, per ragioni legate al fisco, una quota media pro-capite di 610 euro. Il dato analogo che riguarda la Lombardia, e’ di 1.410 euro; nel Lazio prelevano 1.240 euro. In Umbria ricevono, per persona, 980 euro. Pertanto, “Regione, province e comuni del nord - osserva il sindacato - mettono in cassa una mole di risorse finanziarie per Irap e addizionali Irpef, pari, in totale, a 2,1 volte quella raccolta dagli analoghi enti, nel mezzogiorno del paese”. Come dire che “il federalismo fiscale, per le amministrazioni locali del sud - avverte Bernava - porta con se’ una montagna di incognite”. E che “rischia di sancire, quando arrivera’, il crac di comuni, province e regioni. E con loro, dell’economia e della societa’ del mezzogiorno”. E’ anche per questo che la Cisl sollecita il governo regionale a “dar corso a una stagione incentrata sullo stop alle contribuzioni a pioggia; sulla riprogrammazione dei fondi Ue. Sul credito d’imposta per lo sviluppo; sugli incentivi mirati, a sostegno delle imprese sane e dei settori strategici”. Ancora, “sulla lotta al lavoro nero, all’evasione fiscale e contributiva e alla criminalita’ in economia”. “E chiediamo pure - puntualizza Bernava - che si apra, concretamente, alla politica delle aree attrezzate, che offrano fiscalita’ compensativa e di vantaggio”. Tra i dati elaborati dalla Cisl, anche quello sulla distribuzione percentuale dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), tra nord, centro e sud piu’ isole. Ne viene fuori che il gettito dell’imposizione e’ prodotto, per il 61% dai consumi del nord; per il 30% dagli scambi nelle regioni del centro-Italia. E solo per il 9% e’ generato nel sud e nelle isole. Sul tema dell’equita’ fiscale, Santini, chiudendo la manifestazione, ha lanciato un “pressante appello” alla politica perche’ “l’unico modo per uscire dalla crisi e’ una riforma che impedisca ai redditi di lavoratori e pensionati, di precipitare, e sostenga lo sviluppo delle imprese che nel sud hanno visto crollare gli investimenti, tre volte piu’ che nel nord: -5% nel nord, -15 nel mezzogiorno”. Per Santini, “la riforma fiscale deve accompagnarsi anche al credito d’imposta per gli investimenti”. Per questo, “chiediamo al governo Berlusconi di aprire un tavolo con le parti sociali, subito dopo le elezioni regionali”. Busetta ha segnalato le strozzature del mercato regionale del lavoro. La Sicilia, ha rilevato, ha un tasso di disoccupazione del 13,3% e, per senza lavoro, “e’ la prima regione in Italia”. La Sardegna ha il 12,7%, la Campania il 12,2%. Per contro, il Trentino ha il 3,1%. Pertanto, “esistono due Italia. E non solo nei numeri. In treno da Verona a Roma, occorrono tre ore; da Palermo a Roma - ha affermato - ce ne vogliono ben dodici”. (AGI) Mrg
