Archivio per il Marzo, 2010

USA: MURDOCH DICHIARA GUERRA AL NYT, WSJ TAGLIA PREZZO DELL’80%

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI/REUTERS) - New York, 31 mar. - Come aveva fatto negli anni ‘80 con il Times e il Sun in Gran Bretagna, Rupert Murdoch gioca la carta della riduzione del costo del suo Wall Street Journal, fino all’80%, per distruggere il New York Times. Alla vigilia dell’inaugurazione dell’edizione nella Grande Mela, il Wsj, reso gia’ piu’ generalista senza perdere la connotazione di bibbia della finanza, ha avviato una campagna a tappeto: decine di migliaia di mail sono stati inviate agli abbonati del Nyt in citta’ offrendo abbonamenti a 10 dollari al mese per ricevere il giornale a casa contro i 40 chiesti dal Nyt. Peraltro l’abbonamento normale al Wsj, con tanto di accesso al sito web a pagamento, costa gia’ 30 dollari al mese nel resto del Paese. (AGI) Gis

WALL STREET: CHIUDE IN CALO, DJ -0,47%, NASDAQ -0,53%

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI/REUTERS) - New York, 31 mar. - Wall Street ha chiuso in calo spinta al ribasso dall’inatteso aumento della disoccupazione. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,47 per cento chiudendo a quota 10.856,63. Il Nasdaq ha perso lo 0,53

per cento finendo a 2.397,96 punti. (AGI) Gis

INFLAZIONE:COLDIRETTI, RISALE PER CALO ALIMENTI NEI CAMPI (-6,9%)

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - Gli alimentari continuano ad aumentare al consumo su base annuale e mensile (+ 0,1 per cento) nonostante i prezzi dei prodotti agricoli in campagna si sono ridotti in media del 6,9 per cento rispetto allo scorso anno con cali record per la frutta fresca e secca (-22,3 per cento), gli ortaggi e legumi (-13,1 per cento), i cereali (-11,4 per cento) e i vini che perdono il 9,1 per cento. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ismea a febbraio, nel commentare i dati Istat. I consumatori italiani - sottolinea la Coldiretti - non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli, che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne, a causa delle inefficienze e delle speculazioni lungo la filiera agroalimentare. Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale - sostiene la Coldiretti - i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Si tratta - conclude la Coldiretti - di un forte ostacolo alla ripresa economica in un Paese dove quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno (dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori), con l’agroalimentare che svolge peraltro una funzione da traino per l’intero Made in Italy all’estero. (AGI) Pgi

INFLAZIONE: SCAJOLA, NESSUN ALLARME MA SEGNALE DI RIPRESA

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Cancun (Messico), 31 mar. - Il lieve aumento dell’inflazione non desta preoccupazione e anzi segnala una ripresa del processo produttivo. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a margine dell’International Energy Forum. “Credo che siano dati sempre parziali - ha osservato - ma che comunque segnalano un percorso lento e intermittente di ripresa. Quindi non lo vedo come un fatto che possa destare allarme ma come un segnale di timida ripresa”. (AGI) Ril

INFLAZIONE:COLDIRETTI, RISALE PER CALO ALIMENTI NEI CAMPI (-6,9%)

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - Gli alimentari continuano ad aumentare al consumo su base annuale e mensile (+ 0,1 per cento) nonostante i prezzi dei prodotti agricoli in campagna si sono ridotti in media del 6,9 per cento rispetto allo scorso anno con cali record per la frutta fresca e secca (-22,3 per cento), gli ortaggi e legumi (-13,1 per cento), i cereali (-11,4 per cento) e i vini che perdono il 9,1 per cento. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ismea a febbraio, nel commentare i dati Istat. I consumatori italiani - sottolinea la Coldiretti - non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli, che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne, a causa delle inefficienze e delle speculazioni lungo la filiera agroalimentare. Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale - sostiene la Coldiretti - i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Si tratta - conclude la Coldiretti - di un forte ostacolo alla ripresa economica in un Paese dove quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno (dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori), con l’agroalimentare che svolge peraltro una funzione da traino per l’intero Made in Italy all’estero. (AGI) Pgi

INFLAZIONE: FEDERALIMENTARE, INDUSTRIA ALIMENTARE FRENA I PREZZI

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - I dati di febbraio dell’inflazione, appena diffusi dall’Istat, evidenziano come l’industria alimentare continui a fare da freno ai prezzi. Nel confronto del febbraio 2010 col febbraio 2009, a fronte di un’inflazione del +1,3%, emerge infatti che i prezzi al consumo dell’”alimentare lavorato” sono cresciuti del +0,4%, con uno scarto in meno quindi di quasi un punto. “Ma c’e’ di piu’ - sottolinea Federalimentare - I prezzi alla produzione dell’industria alimentare, quelli cioe’ che sono di specifica responsabilita’ di questo anello di filiera e che si affrancano dal ricarico della distribuzione, hanno segnato a febbraio 2010 un calo del -1,4% rispetto al febbraio 2009. Rispetto a un’inflazione del +1,3% sullo stesso periodo, la forbice si amplia nettamente e raggiunge 2,7 punti”. Anche sul passo breve, rileva l’Ufficio Studi di Federalimentare, ovvero nel confronto del febbraio scorso col mese di gennaio immediatamente precedente, i prezzi alla produzione contribuiscono a frenare l’inflazione, con un calo del -0,6% rispetto a una crescita parallela dell’inflazione del +0,1%. “L’industria alimentare parla con i numeri. E questi - prosegue la nota - dimostrano che, al di la’ del periodo del tutto anomalo nel quale, un biennio fa, scoppiarono le quotazioni delle commodity agricole, l’industria alimentare ha sempre mantenuto sul medio periodo un trend dei propri prezzi alla produzione significativamente inferiore all’inflazione”. (AGI)

Red/Pgi

BORSA: CHIUDE IN CALO CON WS, FTSE MIB -0,68%, GIU’ CAMPARI

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Milano, 31 mar. - Chiusura di seduta in calo per la Borsa valori, di riflesso ai negativi dati macro americani, in primo luogo sulla disoccupazione, che hanno causato l’apertura in ribasso di Wall Street. L’indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,68%, a 22.847 punti, mentre l’All Share cede lo 0,62%.

Positive Fiat, Ansaldo, St e Saipem, segno meno sul resto del listino, molto debole Campari, giu’ le banche.

Seduta a due facce per Piazza Affari, capace di un buono spunto nella mattinata, fino a un massimo del +0,6%, e di un veloce dietrofront nel pomeriggio, quando e’ arrivato il rapporto Adp sul mercato del lavoro Usa, dove a marzo nel settore privato sono andati persi 23 mila posti, invece dell’atteso incremento. Sotto le aspettative anche l’indice Pmi di Chicago; a complicare le cose inoltre e’ venuto il downgrade di cinque banche greche da parte di Moody’s. Scambi in lieve miglioramento, a 2,5 miliardi di euro. (AGI) Gla

INFLAZIONE: FEDERALIMENTARE, INDUSTRIA ALIMENTARE FRENA I PREZZI

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - I dati di febbraio dell’inflazione, appena diffusi dall’Istat, evidenziano come l’industria alimentare continui a fare da freno ai prezzi. Nel confronto del febbraio 2010 col febbraio 2009, a fronte di un’inflazione del +1,3%, emerge infatti che i prezzi al consumo dell’”alimentare lavorato” sono cresciuti del +0,4%, con uno scarto in meno quindi di quasi un punto. “Ma c’e’ di piu’ - sottolinea Federalimentare - I prezzi alla produzione dell’industria alimentare, quelli cioe’ che sono di specifica responsabilita’ di questo anello di filiera e che si affrancano dal ricarico della distribuzione, hanno segnato a febbraio 2010 un calo del -1,4% rispetto al febbraio 2009. Rispetto a un’inflazione del +1,3% sullo stesso periodo, la forbice si amplia nettamente e raggiunge 2,7 punti”. Anche sul passo breve, rileva l’Ufficio Studi di Federalimentare, ovvero nel confronto del febbraio scorso col mese di gennaio immediatamente precedente, i prezzi alla produzione contribuiscono a frenare l’inflazione, con un calo del -0,6% rispetto a una crescita parallela dell’inflazione del +0,1%. “L’industria alimentare parla con i numeri. E questi - prosegue la nota - dimostrano che, al di la’ del periodo del tutto anomalo nel quale, un biennio fa, scoppiarono le quotazioni delle commodity agricole, l’industria alimentare ha sempre mantenuto sul medio periodo un trend dei propri prezzi alla produzione significativamente inferiore all’inflazione”. (AGI) Red/Pgi

HAITI: DA BANCA MONDIALE IMPEGNO DI ALTRI 250 MLN DLR PER AIUTI

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI/AFP) - Washington, 31 mar. - La Banca Mondiale ha annunciato che dara’ 250 milioni di dollari per nuovi aiuti ad Haiti, il paese devastato dal terremoto. La cifra e’ stata annunciata alla conferenza dei donatori in corso alle Nazioni Unite. La banca di Washington ha precisato che fornira’ 479 milioni di dollari entro giugno 2011, di cui 250 sono nuovi finanziamenti. (AGI) Ila

BANCHE: BANKITALIA, SE FRENA IL CREDITO E’ PER CALO DOMANDA

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - In ogni caso, prosegue lo studio, a frenare i prestiti “avrebbero contribuito anche tensioni dal lato dell’offerta, in linea con le tendenze emerse negli altri maggiori paesi”. Tale riduzione “e’ riconducibile soprattutto all’aumento del rischio di credito” da parte delle banche. Secondo il rapporto pubblicato da Bankitalia, “l’offerta di credito sembra aver inoltre risentito dell’impatto che la crisi ha avuto, soprattutto in una prima fase, sulla condizione patrimoniale e di liquidita’ delle banche, sulla loro capacita’ di accedere ai finanziamenti esterni”. Con riferimento al credito alle imprese, “l’impatto negativo dei fattori di offerta sulla dinamica dei prestiti nel 2009 e’ stimabile in un intervallo compreso tra un minimo di 1 e un massimo di 3,5 punti percentuali; la restrizione avrebbe raggiunto il culmine nei due trimestri a cavallo tra il 2008 e il 2009″. (AGI) Red

BANCHE: BANKITALIA, ITALIANE TRA LE POCHE A REGGERE BENE CRISI

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - Il sistema bancario italiano e’ stato “uno tra i pochi a livello internazionale ad aver attraversato in maniera soddisfacente la crisi finanziaria”. E’ quanto si legge nel rapporto ‘Domanda e offerta di credito in Italia durante la crisi finanziaria’ realizzato da Fabio Panetta e Federico Maria Signorotti. Questo a fronte “del ruolo prevalente dei fattori di domanda e quello meno rilevante dell’offerta” sulla decelerazione del credito in Italia durante la crisi. L’ondata di instabilita’ proveniente dagli Stati Uniti, spiegano gli studiosi, “ha minato la solidita’ dei sistemi creditizi dei paesi avanzati con poche eccezioni, ma ha colpito solo indirettamente le banche italiane, riparate da un modello di intermediazione fondamentalmente sano - basato sulla tradizionale attivita’ di intermediazione creditizia in favore di famiglie e imprese - nonche’ da un quadro regolamentare e da un modello di vigilanza prudenti. Ciononostante le nostre banche - soprattutto quelle grandi, operanti su base internazionale - non hanno potuto evitare i contraccolpi indiretti della crisi; le turbolenze dei mercati e la recessione hanno quindi finito per pesare sull’offerta di credito in Italia”. (AGI) Red

CRISI: BANKITALIA, NON C’E’ ALTERNATIVA PER CREDITO IMPRESE

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Roma, 31 mar. - Le caratteristiche strutturali del sistema finanziario italiano, “incentrato sul ruolo delle banche, privo di mercati obbligazionari e azionari sviluppati, di fatto incapace di fornire al sistema produttivo risorse alternative al credito bancario”, hanno amplificato gli effetti negativi della crisi sull’economia reale. E’ quanto si legge nel rapporto ‘Domanda e offerta di credito in Italia durante la crisi finanziaria’ realizzato da Fabio Panetta e Federico Maria Signorotti pubblicato dalla Banca d’Italia.”Sebbene di entita’ relativamente limitata, la minore disponibilita’ di credito avrebbe avuto un impatto non trascurabile sull’economia reale: si stima che ad essa sia riconducibile circa un quinto

della caduta dell’attivita’ produttiva nel 2009″, sottolinea lo studio. In un sistema siffatto, quindi, “non deve sorprendere che un calo pur contenuto nel volume di intermediazione creditizia possa comprimere in misura non marginale gli investimenti e l’attivita’ produttiva”. In altri importanti paesi, invece, la caduta dell’offerta di credito bancario, afferma il rapporto, “e’ stata assai profonda, ma i suoi effetti sono significativamente attenuati dal diffuso ricorso ad altre fonti di finanziamento - soprattutto obbligazioni - da parte di imprese sia grandi sia medie”. (AGI) Red

INFLAZIONE: BARI, A MARZO +0,2%, ANNUO +0,4%

Mercoledì, Marzo 31st, 2010

(AGI) - Bari, 31 mar. - L’indice dei prezzi al consumo rilevato dal Comune di Bari segna im +0,2% rispetto al mese scorso e un +0,4% rispetto a marzo 2009. In particolare fanno registrare un aumento al di sopra delle media i prezzi dell’abbigliamento e delle calzature (+0,4%), dei trasporti (+0,9%),risulta addirittura negativo il tasso congiunturale del capitolo servizi sanitari e spese per la salute con -0,2%.(AGI) Red