(AGI) - Catanzaro, 30 apr. - Un Primo Maggio all’insegna della solidarieta’, della lotta, senza quartiere, all’illegalita’ ma soprattutto della richiesta di lavoro per tanti giovani diplomati e laureati costretti ad emigrare. Questi i temi scelti dal Sindacato nazionale che ha voluto scegliere Rosarno non solo come emblema di un grande e grave problema che interessa tutto il paese - l’immigrazione - quanto una doverosa testimonianza per lenire una ferita sociale aperta a Rosarno nei primi di gennaio di quest’anno. Il Segretario generale della UIL Calabrese, Roberto Castagna, parla di una “operazione verita’ ” su Rosarno e sulla Calabria precisando che non esiste intolleranza e razzismo ma cio’ che e’ avvenuto e’ causa di una totale mancanza dello Stato in tutte le sue articolazioni. Gli arresti eccellenti dimostrano come la schiavitu’ e l’assenza del rispetto di ogni minima regola sul lavoro e’ causa dell’azione di una ristretta cerchia di criminalita’ che ha lucrato e provocato sfruttamento e condizioni disumane, nell’assenza totale dello Stato e nella negligenza dei livelli di controllo locali. La verita’ e’ emersa, finalmente lo Stato c’e'! Ha fatto sentire la sua forza e il peso della giustizia. Da Rosario, quindi, bisogna ripartire, facendo ognuno le proprie autocritiche, per rilanciare una stagione dei diritti e la costruzione di un habitat civile per queste persone che, con il loro lavoro, aiutano la nostra fragile economia. Ma questa grande occasione in Calabria deve essere anche un momento di impegno del Sindacato nazionale e un segnale forte nei confronti della politica e delle istituzioni, a tutti i livelli, per rilanciare un grande progetto di sviluppo capace di creare condizioni di lavoro per i tanti giovani calabresi diplomati e laureati. Bisogna evitare di affrontare i problemi allo stesso modo con cui sono stati affrontati nel passato. I giovani - conclude Castagna - dovranno sapere interpretare, con mente libera, le opportunita’ che il Mezzogiorno e’ ancora in grado di mettere in campo, valorizzando i suoi vantaggi competitivi a sostegno di una industria innovativa, di un turismo accogliente, di una agricoltura specialistica. (AGI)
Ma per realizzare cio’, bisogna predisporre un contesto di piena legalita’; recuperare l’efficienza quale valore positivo perche’ sprechi e privilegi rubano soldi alla collettivita’.
Se i contributi elargiti, a vario titolo, dallo Stato, negli ultimi sessantanni, fossero stati gestiti correttamente, il Mezzogiorno avrebbe potuto conseguire lo stesso tasso di industrializzazione del Veneto.
Collusione fra politica ed amministrazione, scarsa efficienza di scuola, ospedali e trasporti hanno allargato il divario con il Nord del paese.
L’efficienza nell’uso delle risorse esprime la qualita’ di una classe dirigente.
Infine, il recupero di un positivo senso di solidarieta’ collettiva in quanto coesione sociale e crescita economica sono sempre piu’ legate tra di loro.
Nel Mezzogiorno, poi, la mobilita’ sociale e’ bloccata, le scelte professionali sono spesso eredita’ di famiglia e il merito quasi sempre mortificato.
L’accesso al poco lavoro, che c’e', e’ fortemente condizionato dalla discrezionalita’ o peggio ancora dal clientelismo.
Bisogna attivare strumenti di trasparenza, premiare il merito ed invertire radicalmente questo odioso modello sociale che rischia di creare fratture insanabili nella societa’ e di allontanare definitivamente i giovani dalla politica e dalle istituzioni locali e trovare nella emigrazione al nord l’unica strada da intraprendere.
Siamo consapevoli che i tempi per reinserirsi nel circuito di sviluppo sono ridotti ma altrettanto consapevoli che se si rimane nel vecchio modello di uno sviluppo lento e tendenziale, il Mezzogiorno, e la Calabria in particolare, rischia di diventare una area di vecchi e di poveri.
Cio’ creera’ ripercussioni sugli stili di vita e di consumo, e sulla tenuta del Welfare e delle politiche sociali.
I tempi sono stretti e piu’ che valide le ragioni affinche’ i giovani del Sud diventino parte attiva di un progetto di impegno civile a sostegno del proprio futuro. Red