Bollette 2022, stangata in vista: ecco gli aumenti

Con la richiesta di forniture energetiche che sono ritornate sui livelli paragonabili a quelli precedenti al Covid, le economie hanno gradualmente ripreso il naturale decorso nonostante la pandemia rappresenti ancora un rischio piuttosto concreto.

I consumi sono tuttavia ritornati sui livelli standard e questo ha portato ad un’inevitabile richiesta energetica generale e ciò ha portato un graduale aumento anche dei prezzi, che tuttavia continuerano ad aumentare in vista del 2022.

Bollette gennaio 2022: stangata in vista

Gennaio è uno dei mesi più rigidi dell’anno, perciò un maggiore consumo di elettricità, così come quello di gas naturale, anche a causa delle ore di luce in meno rispetto ai mesi più caldi. L’esecutivo ha già previsto di ammortizzare i rincari, seppur parzialmente, in vista dei primi mesi dell’anno nuovo ma il trend segnalato da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente e Assoutenti, l’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici hanno riportato una tendenza al rialzo delle bollette preoccupante, che potrebbe concretamente significare un un rincaro superiore del 50 % per le fatture dell’energia elettrica e di oltre il 60 % rispetto al 2021 di quelle del gas.

Stangata in vista: ecco gli aumenti

L’Italia ed in generale l’Unione Europea hanno tuttavia potere limitato in tal senso, sopratutto per quanto riguarda le forniture di gas naturale, che è presente sopratutto in paesi al di fuori dell’influenza occidentale. I recenti attriti politici con nazioni come la Russia, che da decenni è uno dei principali fornitori di gas, spiega in parte il perchè di questi rincari.

Ciò potrebbe portare concretamente un aumento di oltre 800 euro annui per quanto riguarda le forniture energetiche e fino a 1000 per quanto riguarda quelle del gas.

La stessa Assoutenti prende atto del non indifferente supporto da parte del governo, che stanzierà circa 3,8 miliardi per limitare rincari simili ma probabilmente non saranno sufficienti: diversi sindacati hanno già fatto capire di voler sviluppare nuove forme di sciopero per chiedere maggior supporto da parte dell’esecutivo.

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