Trova subito questi 50 centesimi: ecco quanto puoi guadagnare

Hai delle vecchie monete, ma le hai lasciate in un cassetto a prendere polvere? Oppure le hai dimenticate in qualche ciotola insieme ad altre vecchie monete del nonno? E magari sono lì da anni, nella tua più totale inconsapevolezza! E se invece quei 50 centesimi valessero una fortuna? Per esempio qualcosa come 90.000 euro? Potrebbe sembrare assurdo pagare una cifra del genere per delle monetine, ma non è affatto così. Perché se le monete in questione sono rare, che tutti i collezionisti del mondo ricercano, allora potreste davvero mettervi in tasca una cifra importante. Tutto questo grazie alla numismatica, vale a dire lo studio e il collezionismo di monete preziose di qualsiasi epoca.

Cosa determina la rarità di una moneta e il suo valore?

In genere contano tre fattori: la data del conio, cioè quando è stata stampata la moneta, il soggetto che ritrae (la serie, in gergo tecnico), e il grado di conservazione della moneta. Per quanto riguarda quest’ultimo più una moneta è ben conservata, più alto sarà il suo valore. Per la data del conio, in genere le monete di comune diffusione, anche se risalenti a qualche anno fa, non hanno un valore se non quello impresso sulla moneta stessa. Se invece cominciano ad essere monete di 30-40 anni fa o ancora più antiche, il loro valore aumenta.

Per quanto riguarda il soggetto ritratto su una moneta, una raccolta in edizione limitata creata per commemorare un avvenimento storico come un anniversario, avrà maggiore valore di una serie “ordinaria” stampata in milioni di esemplari. A rendere ancora più preziosa una moneta, infine, vi possono essere un errore di conio (per esempio le vele di una nave stampate nel verso sbagliato) oppure un un difetto di produzione, che le ha rese praticamente uniche.

Con questi 50 centesimi sei ricco!

Prendiamo il caso delle vecchie lire, monete cui siamo affezionati per nostalgia ma non solo: esse hanno anche un grande valore per i collezionisti. Se non proprio quelle di fine anni 90, che comunque valgono qualche euro, sicuramente vengono pagate bene quelle che arrivano da decenni molto più lontani, in date importanti per la Repubblica Italiana prima e per il Regno d’Italia ancora in precedenza. Prendiamo l’esempio dei 50 centesimi detti “Vittorio Emanuele II – Stemma”, per il fatto che sul fronte vi è il ritratto del re con tanto di nome che accompagna la circonferenza; mentre sul retro vi è lo stemma crociato e coronato con il collare dell’annunziata e due rami d’alloro. Ne sono stati stampati milioni di pezzi nella storia d’Italia, ma un esemplare del genere con data 1861 è quasi introvabile. E la sua quotazione può arrivare anche a 90.000 euro se si trova in perfette condizioni.

Il motivo di tanto valore è molto semplice: questi cinquanta centesimi hanno avuto una tiratura di appena 4.910 esemplari. Non solo, ma sono stati stampati nel primo anno di vita del Regno d’Italia, quando la capitale da Torino venne spostata a Firenze. Roma sarà capitale più tardi. Si tratta quindi di un periodo molto importante per la storia italiana. Ecco perché ritrovarsi una moneta del genere a casa potrebbe migliorare la vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.