Borsa di Milano: cosa è l’indice FTSE MIB e chi ne fa parte?

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Parlando della Borsa di Milano non si può non parlare dell’indice FTSE MIB che è l’indice azionario principale della Borsa stessa. Già il termine MIB è un acronimo molto chiaro: Milano Italia Borsa. Questo indice si basa comunque sulla Borsa di Londra della quale è una sorta di riflesso, per certi versi: infatti l’indice britannico si chiama FTSE.

Dentro l’FTSE MIB sono comprese diverse società, 40, con una capitalizzazione di 400 miliardi di Euro.

Come è strutturato l’indice

Nei 40 titoli azionari compresi nell’indice FTSE MIB ci sono otto banche e tre conglomerati finanziari che influenzano l’andamento del mercato in bene ed in male.

Nell’indice FTSE MIB sono comprese ben 470 società ma sono solo 40 i titoli azionari. E’ un indice in continua evoluzione possono dunque entrare e uscire titoli.

Un esempio piuttosto noto è quello de titolo Juventus che con la sospensione del campionato, per pandemia da Covid-19, è uscita dall’indice e ha ceduto il posto a Banca Mediolanum.

I 40 nomi

Ecco la lista dei 40 titoli azionari che attualmente sono compresi nell’indice FTSE MIB:

 

  • A2A
  • Amplifon
  • Atlantia
  • Azimut Holding
  • Banca Generali
  • Banca Mediolanum
  • Banco BPM
  • BPER Banca
  • Buzzi Unicem
  • Campari Milano
  • CNH Industrial
  • DiaSorin
  • Enel
  • Eni
  • Exor N.V
  • Ferrari N.V.
  • Fiat Chrysler Automobiles
  • FinecoBank
  • Generali
  • Hera
  • Intesa Sanpaolo
  • Italgas
  • Leonardo
  • Mediobanca
  • Moncler
  • Nexi
  • Pirelli & C.
  • Poste italiane
  • Prysmian
  • STMicroelectronics REC
  • Saipem
  • Salvatore Ferragamo
  • Snam
  • STMicroelectronics
  • Telecom Italia
  • Tenaris S.A.
  • Terna – Rete Elettrica Nazionale
  • UBI Banca
  • UniCredit
  • Unipol

I vantaggi del FTSE MIB

Negli anni passati, prima di abbandonare S&P per la Borsa di Londra, la composizione delle azioni dell’indice milanese veniva presa in considerazione quando un’azienda superava una quota fluttuante del 5%.

Per regolarizzare l’indice le strutture aziendali venivano separate, rimosse od unite dall’indice stesso anche nel caso in cui il peso superasse il 3%. Questa filosofia era molto valida perché consentiva un bilanciamento forzato delle azioni MIB.

Dopo il passaggio in cui la Borsa di Milano ha abbracciato di fatto il metodo di calcolo inglese, questi tipi di restrizioni sono stati annullati e il forte equilibrio dell’indice FTSE MIB è venuto a mancare.

Si consideri a mo’ di esempio che nell’indice sono presenti sia il colosso dell’energia ENI S.p.A. con una capitalizzazione di 50.3 miliardi che Tod’s (FTSE Italia Mid Cap), con una capitalizzazione di 2.25 miliardi.

In maniera molto brutale è facile notare che le prime dieci aziende presenti nell’indice hanno una capitalizzazione di 300 miliardi, mentre le altre 30 arrivano ad una capitalizzazione totale di soli 100 miliardi.

 

 

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