Cashback, questi rimborsi sono a rischio: ecco quali

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Il Cashback, ossia la misura di rimborso che serve per incentivare la popolazione italiana ad utilizzare maggiormente carte di credito/debito e bancomat, ottenendo quindi un rimborso fino a 150 euro su base semestrale, continua a far parlare di se, stavolta non per problemi tecnici emersi nel recente passato, seppur teoricamente risolti.

Rimborsi a rischio

La situazione di governo che il nostro paese sta affrontando potrebbe portare infatti più di qualche modifica al programma Cashback, che nelle intenzioni iniziali dovrebbe essere valido fino a dicembre 2021, con una base di 228 milioni di euro da elargire come rimborsi, cifra che sembra decisamente consistente ma che è già stata “minata” dal periodo di “prova” relativo al Cashback di Natale, che necessitava di sole 10 operazioni tramite carta/bancomat per attivarsi.
Da qui a fine anno il denaro stanziato potrebbe non essere sufficiente, rendendo quindi necessario la riduzione del tempo di validità del Cashback oppure rimborsi più esigui.

Crisi politica

L’altra motivazione che potrebbe minare alla struttura stessa del Cashback è il teatro politico: alcune forze attualmente non facenti parte della maggioranza (Italia Viva e Forza Italia) hanno intenzione di presentare una proposta che vedrebbe i fondi adibiti ai rimborsi del Cashback nel Decreto Ristori 5, aumentando quindi la quantità di risorse per quest’ultima misura, minando tuttavia al Cashback stesso, qualora questa proposta possa venire presa in considerazione. L’attuale scenario politico infatti potrebbe cambiare radicalmente il futuro di questa misura già molto chiacchierata.

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