Francobolli delle Poste Italiane: quanto possono valere?

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I francobolli delle Poste Italiane sono chiaramente i più diffusi sul nostro territorio nazionale e quelli più diffusi nelle collezioni di francobolli del nostro paese. Gli appassionati di filatelia sanno che c’è possibilità di arricchire la collezione praticamente sempre, con le nuove emissioni, negli uffici postali. Ovviamente i francobolli hanno valore estremamente diverso tra loro: per la data di emissione, per la loro rarità e per la loro condizione generale di conservazione. Scopriamo insieme quanto possono valere i francobolli delle poste italiane.

Francobolli delle Poste Italiane: quanto possono valere?

I francobolli delle poste italiane hanno valori molto differenti a seconda del periodo di emissione e della loro tiratura. Se acquistate oggi un’emissione a tiratura limitata, sappiate che l’investimento fatto oggi tornerà, forse, tra molto tempo. Le poste italiane emettono ogni anno diverse decine di nuovi francobolli, acquistabili per scopi di collezionismo filatelico, e spesso propongono a fine anno anche l’acquisto della collezione completa. Se comprate oggi una collezione completa 2018 o 2109, ad esempio, e provate a rivenderla, la perdita di capitale sarà importante perché la stessa collezione è ancora disponibile nuova proprio dalla fonte originale, e cioè le poste italiane. Per rendervi un’idea, le poste vendono oggi a circa 100 €uro una collezione intera degli anni recenti. Sul mercato dell’usato una collezione intera della prima metà degli anni ’70, con francobolli nuovi, oscilla intorno ai 5 Euro di valore.

Molti francobolli delle poste italiane, i più diffusi nelle collezioni, oggi vengono acquistati a peso. Questo significa che il loro valore commerciale è nullo, e che singolarmente alcuni francobolli non hanno valore sufficiente da poter essere acquistati “uno per volta” o magari in una serie che è facilmente reperibile altrove. Ovviamente non per tutti i francobolli è valido questo discorso: esistono francobolli rari o particolarmente datati che possono valere qualcosa – o molto – in più, e in quel caso è bene farsi effettuare una valutazione da un professionista.

Discorso completamente a parte, invece, per i francobolli rari delle Poste Italiane, ovvero quelli introvabili. Se avete alcuni di questi, potreste avere oggetti del valore di diverse migliaia di euro fra le mani. I “trittici di Balbo”, ad esempio, valgono nella loro versione completa da 20 trittici qualcosa come 18mila euro. Oppure il francobollo celebrativo del centenario della morte di Alessandro Volta, emesso nel 1927, e stampato per errore in violetto invece che in rosso, ha una quotazione tra i 6mila e gli 8mila euro. Estremamente prezioso, come forse alcuni già sapranno, è il “Gronchi Rosa”, francobollo emesso per la celebrazione del viaggio del presidente della Repubblica Gronchi ed erroneamente stampato in rosa. Il suo valore si aggira intorno ai 1000 Euro perché non è così raro, ma viene comunque considerato uno dei fiori all’occhiello dei collezionisti.

 

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