Incentivi auto, esauriti quelli della fascia più richiesta

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Il settore automobilistico, dopo questa tremenda ondata di covid, è stato quello che ne ha risentito di più. I motivi sono strettamente necessari da capire: per due mesi la circolazione è stata pressoché ferma, così come fermo è stato il trend degli acquisti, che poi lentamente è risalito nei mesi successivi ma senza grandi balzi. L’utenza, infatti, per comprare la macchina sta aspettando la grande occasione da rivenditori e concessionari, puntando spesso su mezzi di seconda mano oppure su km 0. Ma c’è di più: l’incentivo che aveva emesso il governo è stato rapidamente spazzato ed esaurito nel giro di poche settimane.

Bonus ciao

Gli incentivi per auto sono andati esauriti per quelli della fascia più richiesta. Riepilogando, il pacchetto di incentivi da 100 milioni di euro che il governo italiano aveva in precedenza stanziato per una particolare tipologia, ovvero quelle automobili con emissioni tra 91 e 100g/km è andato rapidamente ad esaurirsi. D’altronde, era prevedibile con molti automobilisti che si sono praticamente “fiondati” su questa occasione, con il fondo lanciato da questo bonus preso letteralmente d’assalto. Così, sono stati pochi i fortunati a poterne approfittare, e crescono i malumori di chi ne è rimasto senza.

Possibilità di rifarlo?

Dopo aver constatato che la fascia è stata esaurita in pochi attimi, in molti stanno proponendo la possibilità di rifinanziare questo settore proprio per dare anche più respiro all’economia: pochi giorni non sono utili, né tantomeno penalizzare chi ha la patente produce vantaggi. L’esaurimento delle fasce di emissioni è stata quindi per pochi privilegiati, mentre in alcuni casi sono rimaste delle finanze (quasi 300 milioni disponibili, a quanto pare) che potrebbero essere dirottati, dando così respiro e manovra un po’ a tutti. Se lo augurano gli utenti, nonché i rivenditori che hanno lamentato anche problemi proprio burocratici nell’andare a concretizzare ogni tipo di bonus. Una maggiore sveltezza burocratica e un buon senso allargato sarebbero l’ideale, concedendo questo in brevi tempi.

I dati

Ovviamente i maggiori fruitori si sono registrati al sud Italia, dove la mobilità pubblica è ancora un optional: se un povero disgraziato abita in Calabria o in Sicilia, girare con i mezzi pubblici è un’utopia bella e buona. I nuovi bonus servirebbero anche per ridare un respiro generale, dopo gli ultimi dati non proprio eccezionali:il mercato europeo dell’auto, secondo i dati di Acea, ha registrato un – 24,1% rispetto al mese di giugno 2019. In un anno, dunque, per colpa del covid il mercato si è ridotto di addirittura un quarto rispetto a dodici mesi prima. Considerando un confronto di sei mesi la forbice si allarga: -39,5% tra il primo semestre 2019 e quello del 2019.

Non sorride nemmeno FCA

In questa situazione, sono anche i grandi colossi a richiedere provvigioni e vantaggi per i loro utenti. Gli automobilisti vogliono esser messi nelle condizioni di acquistare e per farlo c’è bisogno dei bonus. I dati di Fiat Chrystler sono ancora più evidenti per il crollo del versante automobilistico. Il colosso, infatti, a giugno 2020 ha registrato un calo, rispetto all’anno precedente, del 28,2%, così come nei sei mesi iniziali dell’anno il dato si è amplificato con un decremento del 46,3%. C’è bisogno dunque di una spinta.

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