La Cina “banna” le criptovalute? Ecco cosa c’è di vero

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In maniera diametralmente opposta a quanto scelto dall’Ungheria, la Cina sembra aver posto un vero e proprio blocco sulle criptovalute, dopo che il paese asiatico ha infatti deciso di limitare molto la circolazione di criptovalute e gli investimenti a queste valute.

Cina, niente criptovalute?

Reuters infatti avrebbe segnalato la decisione oramai presa da parte del governo di Pechino, di qualsivoglia utilizzo da parte di privati di ogni tipo di criptovaluta, che sia investimento o compravendita di beni o servizi con questo tipo di valute. Non si tratta di una “messa al bando” in senso stretto ma è un segnale importante che in realtà segue la linea di altri paesi, anche molto diversi, come gli Stati Uniti che molto presto apporteranno delle modifiche per regolarizzare anche dal punto di vista fiscale Bitcoin e simili.

Le motivazioni

A seconda delle nazione quindi, le “contromisure” per rendere questi sistemi economici “inquadrati” da parte dei governi maggiormente tangibili e non così “volatili” come spesso vengono percepiti. Secondo il governo cinese infatti il concetto stesso di criptovaluta sarebbe troppo difficile da “tenere a bada”, ma non si tratta dell’unico motivo del blocco: la Repubblica Popolare infatti da tempo ha in cantiene il progetto di una sorta di criptovaluta cinese che dovrebbe trovare grande sbocco in occasione delle prossime olimpiadi invernali che si terranno il prossimo anno proprio in Cina.

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