Maxi truffa nelle energie rinnovabili: ecco cosa è successo!

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Gli agenti della Guardia di Finanza di Pavia hanno recentemente notificato undici misure cautelari tra arresti domiciliari e obblighi di firma, eseguendo anche, come si può leggere sulle colonne de Il Sole 24 Ore, cinquanta perquisizione in diverse Regioni d’Italia, dal Trentino Alto Adige alla Sardegna.

Queste operazioni hanno permesso di chiudere le indagini relative a una maxi truffa nell’ambito delle energie rinnovabili. Le persone dietro a questo raggiro hanno frodato allo Stato oltre 140 milioni di euro in contributi pubblici.

Un’operazione che ha impegnato oltre 200 militari

L’operazione in questione, che ha visto il suo momento clou lo scorso 27 gennaio, ha impegnato oltre 200 militari ed è stata coordinata dal pm Paolo Mazza. A detta del procuratore di Pavia, le persone oggetto delle misure cautelari sopra citate hanno messo in atto una vera e propria truffa ai danni dei cittadini che, come ben si sa, quando ricevono la bolletta energetica vedono, tra le varie voci, una dedicata in maniera specifica alle rinnovabili.

Ai domiciliari è finito anche l’ex amministratore delegato di Saipem Pietro Francesco Tali, proprietario di alcune quote della Biolevano, società che si occupava del trattamento di scarti legnosi. Le suddette quote erano state cedute a un’altra realtà a lui legata che millantava il ricorso a una filiera breve per scarti di legno che, invece, arrivavano da territori regionali diversi da quello lombardo.

Nell’ambito dell’operazione, sono stati sottoposti a sequesto anche terreni e ville (oltre a rapporti bancari e quote societarie). Tra gli immobili, figura un lussuoso appartamento nel cuore di Milano.

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