“Non pagare l’affitto!”: ecco quando è possibile

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Per una grande percentuale di italiani, l’affitto della propria abitazione rappresenta sempre un grande cruccio da affrontare ogni mese perchè in maniera precisa e puntuale, e visto il periodo di crisi dovuto anche al covid anche i proprietari di immobili si trovano ad affrontare situazioni spesso spiacevoli.

Problemi di affitto

Sono sempre più frequenti i litigi, anche discretamente violenti tra gli affittuari ed i prorprietari: solitamente i primi lamentano servizi troppo scadenti e tariffe troppo elevate, mentre i secondi sono soliti dover affrontare ritardi di pagamento più o meno gravi, nonchè lamentele diffuse di vario tipo. Nonostante ogni situazione sia unica e particolare, spesso l’opzione scelta da parte dell’affittuario insoddisfatto/in difficoltà è molto semplicemente quella di non pagare, magari per difficoltà economiche del momento o per appartamento/monolocale in pessime condizioni. Esistono delle condizioni che permettono di non pagare l’affitto?

E’ possibile non pagare?

In Italia è consentito un massimo di 20 giorni di ritardo dalla scadenza, dopodiche di solito scatta la morosità e il successivo sgombero della locazione. In questo caso il proprietario solitamente spedisce una raccomandata a/r. L’affittuario può chiedere, recandosi di persona davanti al giudice, un ulteriore rinvio di 90 giorni. Solo se l’appartamento risulta totalmente invivibile, ossia con gravi problemi di costruzione, vicini eccessivamente rumorosi e via discorrendo, anche se deve essere sempre la Cassazione, quindi il giudice a determinare l’invivibilità dell’appartamento, e la richiesta di decurtazione/esenzione dell’affitto

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