“Sono spariti i soldi dal mio conto!”: assurdo, ecco cosa è successo

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Trovarsi meno soldi sul conto corrente è l’incubo di praticamente ogni persona che ne  sia in possesso, e dopo aver già accennato i possibili pericoli nel lasciare troppi soldi sul nostro conto, è opportuno ricordare che al netto di truffe eventuali che possono avere lo spiacevole effetto di “svuotare” il nostro conto corrente, esistono altre eventualità in grado di minare le nostre finanze.

Le motivazioni

Tra le eventualità più chiacchierate negli ultimi mesi c’è l’incubo patrimoniale, denominata anche prelievo forzoso, solitamente utilizzata dall’esecutivo solo in casi di situazione economica particolarmente problematica che di fatto consente al governo di prelevare in maniera indistinta, una percentuale di denaro dai correntisti. L’unico precedente di patrimoniale nella storia della Repubblica Italiana risale al 1992 quando il governo Amato I decise di adoperare questa controversa misura, per fronteggiare una situazione economica deficitaria, dovuta anche ad un momento problematico della valuta dell’epoca, la lira.
Ad oggi, con l’Unione Europa ed un limite di inflazione che non può superare il 2 % (seppur in condizioni economiche non particolarmente problematiche, anche se lo spettro di una patrimoniale che “prosciuga” i nostri risparmi non è da scartare a priori, visto il clima di crisi che aleggia da diverso tempo, e che con la pandemia è divenuta ancora più presente.
I soldi spariti o inutilizzabili sul conto potrebbero essere anche sintomo di un pignoramento dal conto corrente, in caso di cartella esattoriale in arrivo dall’agenzia delle entrate, che possiede questa capacità: il conto corrente in questo modo diventa praticamente inutilizzabile fino ad una regolarizzazione dell’imposta.

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