Pagare con Apple Pay è conveniente? Ecco la risposta

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Oramai si sente molto parlare di pagamenti cashless, ossia quelli che non prevedono l’utilizzo di contanti, tant’è che anche nel nostro paese il precedente governo ha emanato il piano denominato per l’appunto Cashless, comprendente misure come il Cashback di Stato e la Lotteria degli Scontrini realizzate sopratutto per abituare la popolazione ad utilizzare meno possibile il contante sopratutto per arginare l’evasione fiscale.

Apple Pay

Oltre al pagamento tramite carte e bancomat, da diversi anni inizia a diffondersi il pagamento tramite NFC, ossia tramite un particolare chip che è compreso in tutti gli smartphone di fascia media (sui recenti dispositivi come Iphone è sempre presente), che di fatto trasforma il dispositivo in una sorta di carta vera e propria, apponendo lo smartphone sul POS a mo di carta. Apple è stata probabilmente la prima società a puntare fortemente su questo tipo di tecnologia sviluppando nel 2014 Apple Pay, il principale servizio di pagamento cashless disponibile per i propri dispositivi, come Iphone e Ipad.
Dal 2017 è disponibile anche in Italia, e sono oramai parecchie le banche che danno il supporto totale verso Apple Pay, così come l’analogo servizio per i dispositivi Android (Google Pay).

Conviene?

Assolutamente si, Apple Pay è perfettamente integrato con il sistema operativo iOs e non ha di fatto problemi di sorta, oltre ad essere totalmente gratuito, non presentando canone o altro. Apple ha anche reso possibile i propri smartwatch, ossia gli Apple Watch di sfruttare questa capacità, potendo quindi permettere alla propria clientela di pagare letteralmente con il proprio orologio. Apple Pay è già molto utilizzato negli Stati Uniti, dove ha addirittura superato il numero di transazioni di un colosso come Paypal.

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