Novità in arrivo nell’ambito pensioni, anche in vista del “pensionamento” della tanto chiacchierata quota 100, che di fatto non verrà rinnovata oltre il 2021.

Quota 41, Ape Sociale e Opzione Donna

La quota 41, dedicata ai lavoratori precoci che hanno accumulato almeno 41 anni di contributi sarà estesa anche a particolari categorie di lavoratori come gli invalidi civili dal 74%, disoccupati di lungo corso, chi assiste anziani e disabili (ossia i caregivers) e chi svolge lavori gravosi/notturni: tra le proposte prese in considerazione ci sarebbe quella di allargare quota 41 anche ai cosiddetti lavoratori fragili come i malati immunodepressi, chi è in attesa di trapianti di organi e così via. Il discorso si applica anche a misure come Ape Sociale e Opzione donna che con tutta probabilità verranno prorogate anche per l’anno prossimo sebbene sarà necessario un intervento per “chiudere” al meglio l’esperimento relativo alla quota 100, come ricordato dalla ministra del lavoro Nunzia Catalfo, che ha ufficializzato la nuova Riforma delle Pensioni entro il prossimo giugno.

Quota 102 e quota 105

A partire dallo scorso 1° gennaio sono “scattati” i nuovi requisiti per ambire alla pensione di vecchiaia, ecco che il requisito minimo di età per ottenerla passa da 69 a 70 anni d’età e 35 anni di contribuzione invece di 34.
Per sostituire la quota 100 invece si pensa già alla versione “aggiornata”, ossia alla probabile quota 102 che permetterebbe di ottenere la pensione sommando l’età con gli anni di contributi ma con alcune differenze come un minimo di 38 anni di contributi e un’età minima di 64 anni per chiedere il pensionamento. Attualmente questa proposta è sul tavolo del governo che deciderà nei prossimi mesi come “muoversi”.

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