Quando si parla di truffe, è il caso di dire che la creatività dei criminali proprio non abbia limite. A dimostrazione di ciò, è il caso di ricordare che, da diverso tempo a questa parte, al centro dell’attenzione sul web ci sono le richieste di informazioni su un raggiro che coinvolge uno dei prodotti simbolo del Made in Italy: il vino.

Se vuoi sapere qualcosa di più in merito alla truffa del vino, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare alcune informazioni preziose e, ovviamente, dritte su come difenderti (una delle cose più importanti).

Truffa del vino: come funziona

I criminali coinvolti nella truffa del vino, raggiro di cui si parla sul web ormai da diversi mesi, vendevano bottiglie da discount spacciate per etichette pregiate, come per esempio il Brunello e il Barbaresco (giusto per citare due vini simbolo dell’enologia italiana).

Lo spazio dove avvenivano le vendite era soprattutto il sito di aste eBay. Gli acquirenti? Ristoratori di diverse parti del mondo, convinti di acquistare dei vini pregiati per i loro locali.

Gli inquirenti hanno scoperto, a seguito di accurate indagini, un giro di persone che ritiravano dai locali le bottiglie delle etichette di prestigio, riempiendole poi con vino da pochissimi euro in modo da ingannare ignari acquirenti online, pronti a spendere cifre a dir poco ingenti.

Le indagini relative alla truffa del vino si sono svolte nel nostro Paese, e hanno permesso di scoprire, nella città di Brescia, una vera e propria cantina abusiva e una filiera finalizzata alla contraffazione di vini pregiati da tutto il mondo (la falsificazione non ha coinvolto solo etichette italiane, ma anche eccellenze internazionali come lo champagne).

Interessante è ricordare che, per il buon esito delle indagini, è stato decisivo il contributo di eBay. Il colosso ha infatti monitorato le transazioni online in modo da arrivare ai criminali. A questo punto, è naturale chiedersi come difendersi. Il web aiuta tantissimo in questi casi. Per rendersene conto basta ricordare che esistono diversi gruppi Facebook incentrati sul mondo dell’enologia dove, confrontandosi tra specialisti, è possibile rimanere sul pezzo per quanto riguarda i casi di raggiro.

Inoltre, nel momento in cui si riceve una proposta di acquisto via mail, è bene diffidare delle mail non ufficiali – il commerciale di un’azienda vinicola non interagirà mai con i clienti con un indirizzo con dominio @gmail.com – e dai messaggi che arrivano da chi non si occupa direttamente di gestire gli acquisti.

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