Hai questa moneta da 2 centesimi? Ecco quanto può valere, pazzesco!

Dal 2002 i cittadini italiani, così come quelli di quasi tutti gli stati europei, hanno dovuto adattarsi all’arrivo di una nuova valuta: l’euro ha preso il posto della lira in maniera graduale, dal 1° gennaio di quell’anno fino al 28 febbraio infatti le due valute hanno “convissuto” e a partire dal 1° marzo l’euro ha definitivamente preso il posto della storica valuta italiana.

I centesimi “minori”

Una nuova serie di monete e banconote, condivise per l’appunto da numerose nazioni del continente (oggi sono 19 i paesi che hanno scelto di adottare l’euro), hanno “invaso” i mercato ed i cittadini hanno dovuto abituarsi, processo che è durato più di qualche anno.

In particolare le monete hanno portato ad iniziali problemi in fatto di riconoscibilità e praticità, sopratutto i “tagli” minori come i centesimi: se le monete da 5, 10, 20, 50 sono state “digerite” da subito, maggiori difficoltà hanno riscontrato quelle da 1 e 2 centesimi, formato che è stato rapidamente accantonato in primis dagli esercenti e poi anche da pressochè tutta la cittadinanza: troppo piccole e di scarso valore per essere realmente rilevanti, ed ecco che il 1° gennaio 2018 la produzione di questi due formati è stato interrotto nel nostro paese, che ha scelto la politica di arrotondamento per eccesso e difetto.

Hai questa moneta da 2 centesimi? Ecco quanto può valere, pazzesco!

Dal punto di vista collezionistico e legale queste monete continuano ad essere utilizzate e coniate in quasi tutti i paesi membri.

Nel 2002 sono stati realizzati i cosiddetti 2 centesimi “sbagliati”, un errore di conio che ha coinvolto un numero ridotto di monete da 2 centesimi che riportano su uno dei lati l’aspetto di una moneta da 1 centesimi, con tanto di valore nominale. La moneta da 2 centesimi in questione mantiene le dimensioni solite, e anche l’altro lato presenta la solita Mole Antonelliana di Torino, presente su tutte quesste emissioni.

Data la rarità questi esemplari “sbagliati” sono molto danarosi: una singola moneta può valere fino a 2500 euro anche se all’asta i fortunati possessori hanno guadagnato cifre ben più elevate.

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